La penna di Stefano Massaron tratteggia altre linee sul mercato interista, visto dai media, visto dal tifoso nerazzurro…
Ommamma, Sneijder vuole andarsene. Oggesummaria, mo’ arrivano gli Anzhi e Samuel Eto’o sicuramente andra in Salkazzistan per venti milioni l’anno. Occielo, Maicon se ne va al Real Madrid in cambio di Manuel Vàzquez Montalbàn — no, non lo scrittore, bensì l’omonimo venditore di nacchere che ha la bancarella fuori da Valdebadas (o come minchia si dice). Ullallà, stiamo per prendere Rodrigo Palacio per diciotto milioni più lo ius primae noctis sulle figlie dei contadini di Imbersago.
Panico. Panico totale. Ogni giorno, in attesa che si torni a giocare davvero, noi interisti siamo assaliti da ridde di voci, opinioni, certezze sparate a zero da mai-sentiti-prima-nominare agenti FIFA, giornalisti in pensione, opinionisti da un tanto al chilo, venditori di Olio di Serpente, macellai, salumieri, pizzicagnoli, baristi e ubriaconi.
Poco importa che Sneijder stia mostrando tutto il suo entusiasmo per il nuovo ruolo che Gasperini gli ha ritagliato e sprizzi serenità interista da ogni Tweet, che Samuel Eto’o continui a ridere abbracciando i tifosi, che Maicon sia costretto praticamente ogni giorno a ribadire che lui vuole restare all’Inter.
A quanto pare, secondo i media nostrani, all’Inter sono tutti in vendita e, soprattutto, dall’Inter tutti, se arriva l’offerta giusta, sono ben felici di andarsene.
Hmm. La cosa mi puzza. In realtà, mi puzza da qualche anno, mica solo adesso. Ma io, da buon complottista-da-manuale, ci metto un po’ prima che la paranoia si trasformi da fastidio vago e indefinito in certezza assoluta — che, come sempre, farà sì che tutti mi prendano per il culo ora, salvo poi dirmi “ue’ Massaron ma sai che c’avevi ragione” tra un paio d’anni.
La cosa mi puzza come pesce lasciato al sole d’agosto perché, sull’altro lato della medaglia, ci sono tutti che, ovviamente, vogliono andare al Milan. Non andare via, anche se i rossoneri ormai collezionano figuracce in Europa a ripetizione e sono rappresentati mediaticamente da Rino Gattuso; no, tutti vogliono proprio andarci. E Rooney, contento lui, dichiara alla Gazzetta che preferisce Seedorf a Sneijder. E che il Milan è la squadra dei campioni. E che ricorda le volte che è stato eliminato dal Milan e, guarda caso, non quando gli ha rifilato sette pappine sette in due partite.
Che strano, il calciomercato dei nostri media.
Che poi a pensar male vengono delle idee geniali. Tipo che, magari, l’informazione sportiva — dalla Gazzetta a Sky e via scendendo fino agli abissi di QSVS — ha un padrone, e che bisogna fare sempre e comunque di tutto per tutelare la Squadra del Padrone e andare a rompere le uova — le olive, i marroni, le prugne, chiamatele come volete — nella casa della squadra più forte.
Anche quando non si gioca. Soprattutto quando non si gioca, perché è quando non si gioca che le squadre vengono rafforzate o indebolite. Perché insistere, insistere, insistere su Sneijder che vuole andarsene, sull’Inter che vuole cedere Sneijder?
La risposta è semplice: come si indebolisce la squadra più forte? Ovvio: tentando in tutti i modi — anche e soprattutto mediaticamente — di toglierle il suo giocatore più forte in assoluto, forse l’unico vero fuoriclasse di livello mondiale rimasto ad arricchire il calcio italiano, che altrimenti vive di patetici Yes You Kun. E allora via con le voci, via con le indiscrezioni, via libera ai malcontenti inventati… si arriva addirittura a inventare di sana pianta un fantomatico “compagno di squadra” dell’olandese che, guarda caso, confida — ma perché poi mai dovrebbe farlo? mi chiedo io — a TuttoMercatoWeb che sì, “Wes mi ha detto che vuole andare via.”
Oddio, forse prima ho sbagliato. C’è un altro fuoriclasse di livello mondiale, in Italia. Samuel Eto’o. Come dite? Che sono arrivati dal Salkazzistan e vogliono portarcelo via?
Ah, ecco.
Ma aprite gli occhi, santa maria. A me risulta che il Barcellona abbia fatto un offerta per Thiago Silva all’inizio dell’estate, più o meno quando sono iniziate a circolare le voci — che magari sono anche fondate — dell’interesse del Manchester United per Wesley Sneijder. Poco dopo le prime, Galliani ha detto che Thiago Silva non si muoveva. Poco dopo le seconde, Branca ha detto che Sneijder non si muoveva. Eppure è dall’inizio dell’estate che ci menano il torrone con Sneijder, mentre le manovre del Barcellona per prendere Thiago Silva non compaiono mai da nessuna parte e nemmeno per sbaglio. Di Thiago Silva al Barcellona non si è più parlato, mentre non passa giorno che Sneijder non venga accostato a Ferguson, e questo nonostante le smentite, nonostante l’impegno, nonostante le dichiarazioni.
Eppure i media sportivi, se fossero veramente indipendenti, dovrebbero essere rimasti scottati all’incontrario. Perché quando Branca ha detto una cosa, poi questa cosa si è avverata puntualmente, mentre quegli altri, con la storia di Kakà che non se ne andava e esponeva magliette alla finestra, hanno inscenato la più grande presa per il culo dei propri tifosi mai andata in scena nel calcio italiano. Eppure… eppure no, sono sempre lì, che Galliani quando dice sì e sì, e che Branca quando dice no è sì oppure no a seconda di cosa serve meglio la Squadra del Padrone.
È che bisogna dare fastidio. Bisogna tentare di indebolire gli avversari. Ora, badate bene, io non so se alla fine Sneijder e Thiago Silva resteranno dove sono, se le “voci” che sono circolate sono reali oppure no. Io mi limito a osservare il comportamento dei media sportivi sulla questione, ed è un comportamento che, come ho già detto, mi puzza assai.
Devo ricordarvi il trattamento vergognoso a cui venne sottoposto Mario Balotelli finché era dell’Inter e come, dall’esatto giorno in cui è stato ceduto, sia stato trattato dai media in modo completamente diverso?
Che poi, in tutto questo, leggendo i nostri giornali e guardando le nostre trasmissioni, sembra che l’Inter sia una sorta di schiappa galattica del calciomercato, e che debba ovviamente prendere lezioni dalla sponda inquinata del Naviglio. E la cosa che fa più specie è che, ancora una volta, si ripete il meccanismo che ormai ben conosciamo dalla nostra penosa vita politica: a furia di ripetere qualcosa, questo qualcosa diventa “vero”. Non si spiega, altrimenti, perché anche i tifosi dell’Inter, ormai, vivano in questa sorta di realtà parallela dove il Milan fa tutto bene e l’Inter prende amare sculacciate a ogni sessione di calciomercato.
Peccato, interisti. Peccato davvero. Perché non vorrei vi foste dimenticati, grazie al battage mitragliato dai nostri media, che l’Inter è la società che ha messo a segno il colpo migliore della storia del mercato calcistico di tutti i tempi, dando Ibrahimovic al Barcellona in cambio di Samuel Eto’o più venti milioni. Quello stesso Ibrahimovic che poi, scartato due volte, è finito al Milan. O magari vi dimenticate che lo scorso gennaio noi abbiamo preso Giampaolo Pazzini e loro Antonio Cassano, che ora stanno cercando di regalare al Genoa sembra forse si vocifera in cambio di Thiago Motta che dovrebbe girare dietro le spalle di Gilardino (o qualcosa del genere, un intrigo che soltanto Pedullà è in grado di spiegare). O magari ancora vi dimenticate che il gennaio dell’anno prima l’Inter ha preso Pandev a parametro zero, e che Goran Pandev — che vi piaccia o meno — è stato fondamentale per la conquista della Champion’s League del 2010.
Come ho già detto, non ho idea di come queste storie finiranno. Non posso saperlo. Una cosa la so con certezza, però: di buonafede, sui media sportivi italiani, ce n’è veramente poca.
Anzi pochissima.
Ma non preoccupatevi: gente molto addentro mi ha detto — e se me l’hanno detto loro ci credo — che, di fronte a un’offerta adeguata, anche FabbricaInter mollerà questi colori sfigati e andrà in Salkazzistan: si chiamerà FabbricaAnzhi.













