FabbricaInter oggi inaugura un nuovo modo di comunicare con i suoi lettori, più diretto ed immediato, per certi versi anche più comprensibile.
Quando sarà necessario, per analizzare più approfonditamente le partite sotto tutti i punti di vista (tattico, arbitrale o individuale), useremo questo nuovo strumento, sperando che sia di vostro gradimento.
Oggi cominciamo con Ricky Alvarez, probabilmente il più chiacchierato dei nerazzurri dopo la partita col CSKA, almeno da parte dei “non addetti ai lavori”, quelli a cui interessa parlare di calcio insomma.
Abbiamo già individuato in lui la più spiccata insufficienza. Tutto da buttare? Indubbiamente no, e al ragazzo va dato tempo, anche se l’età, da questo punto di vista, non lo aiuta per nulla. Ci sono delle cose sulle quali si può intervenire nell’immediato, altre per le quali ci vuole molto lavoro.
In quest’ultima categoria rientra indubbiamente il lavoro tattico, lato dal quale Alvarez sembra molto più che acerbo.
Si può lavorare, invece, sul timing, sull’avere coraggio, forzare le cose nel momento in cui si “intuisce” l’azione: perché sembra evidente che istintivamente il ragazzo abbia queste doti.
Nell’approfondimento che segue analizzeremo questo che è stato il problema più evidente in partita: la scelta del tempo in cui fare la giocata o provare l’assist.
Buona visione, le considerazioni alla fine.
Non c’è dubbio che ci sia stato anche del timore nell’azzardare una giocata: perché queste incertezze puoi averle una, due, tre volte, ma in partita siamo arrivati ad almeno una decina (qui indicate solo le più importanti), indice che all’argentino è mancato anche del coraggio.
Non si tratta di una bocciatura, ma di un’analisi doverosa sui difetti, contingenti o meno, del calciatore.
Tra le tante cose chiare, ce n’è una che è lampante: all’Inter o cambia registro mentale o avrà grosse difficoltà. Con questo “piglio” poteva stare a Palermo, con l’unica ansia zampariniana di farlo crescere bene perché poi poteva essere rivenduto al triplo se non di più.
Ci sono tre mesi di tempo per capire cosa è Alvarez e cosa può dare ad una grande, e a gennaio decidere del suo futuro: se restare, da protagonista attivo, o se dargli una chance altrove, magari in provincia, magari trovando in cambio qualcuno più pronto di lui… un Ilicic, un Asamoah o chi per loro.
Qualche mese e capiremo tutto.













