L’attacco è stato studiato e poi sferrato su più fronti.
Roba mica improvvisata, ma ragionata nei minimi dettagli, con scientificità persecutoria cadenzata e strategia diversificata.
L’obiettivo? Facile facile …
Una squadra antipatica, perché monotona e smodatamente egoista nel monopolio di vittorie negli ultimi anni. Un monopolio, diciamolo, un pò inelegante per gli avversari: senza soluzione di continuità, né soluzioni di alternanza.
Ma soprattutto, una società glamour- radical- chic, priva di agganci politici nel mondo calcistico che conta.
ETICA PER ETICA: LA LEGGE DEL TAGLIONE
Così dapprima a Giacinto Facchetti, bandiera del calcio italiano, viene riservato un degno tributo italiota: un trattamento alla stregua dei figuri che avevano inquinato per anni i gangli di tutto il sistema istituzionale calcistico ed il corredo dei valori etici sportivi.
E ciò è stato fatto, non a caso, con lo sberleffo di un comico riferimento all’etica: tanto per pareggiare un po’ i conti, ecco …
Etica per etica, altro che legge del taglione. Hammurabi impallidirebbe a confronto.
Quindi il procuratore federale un giorno si alza e decide che, beh sì, nel mentre che si prescrivevano prescrizioni si poteva anche un po’ rimbrottare eticamente il buon Facchetti, ché tanto quegli mica gli avrebbe replicato, in fin dei conti.
Il tutto con un formale monito scritto. Ad imperitura memoria di una prescrizione prescritta.
I COLPI DI SCENA E LE STRANEZZE PROCESSUALI
Di clamore in clamore, di lì in avanti i colpi di teatro sono stati tanti.
A cominciare dalla conferenza stampa estiva del nemico con intemperanti belligeranze in perfetto stile ‘dichiarazione di guerra’.
Dichiarazioni esportate pure oltre i confini nostrani: con spese di affrancatura internazionale a carico del mittente, beninteso …. Quando la classe non è acqua.
Ed ancora, il mistero delle intercettazioni scomparse e ritrovate di notte ed il relativo clamore mediatico.
Poi il prodigio in aula dell’Accusato che, invece di difendersi, accusa: miracolo …
E come un miracolato che torna alla vita, dopo esser stato ucciso nell’anima, costui acquisisce sempre più forza, loquela e coraggio, grazie ad una giustizia improvvisamente priva della favella per imporgli il silenzio e pure sorda al clangore stridente delle sue menzogne e degli artifici da circo processuale.
Per arrivare allo ‘strano caso’ del Tnas, l’organo sportivo incompetente, nondimeno auto-investitosi di competenza, il cui presidente però, poco dopo, si auto-ricusa.
Passando attraverso l’ostentazione del nuovo stadio di proprietà, magniloquente di scudetti depredati prima sul campo e poi dai dispositivi di sentenze di condanna, ed issati a vessillo di vestigia che furono.
Perché il passato possa riverberare nel futuro.
Con ‘lieve disagio’ di qualche vertice di rappresentanza istituzionale pure presente, ad onorare l’onorevole evento.
Disagio dichiarato, ma di sicuro non riscontrato nella circostanza.
L’ATTACCO FINALE SUL CAMPO
Fino all’attacco finale, quello sferrato sul campo, a fiaccare, provando finanche a demolirle definitivamente, le aspettative agonistiche del nemico.
Sul campo: il famoso campo ove prendono soltanto le schede svizzere, dove si vincono gli scudetti veri e giammai si taroccano i risultati, ma, cionondimeno, si possono comodamente ratificare quelli taroccati altrove.
E così è stato, anche da ultimo: in perfetto stile da Restaurazione Controriformista.
Perché il messaggio arrivasse forte e chiaro, a scanso di episodi dubbi e di scusanti plausibili.
Perché tutto torni com’è sempre stato.
Negazionismo e Revisionismo storico che si fondono nella sublimazione di un’Idea primordiale: quella che la corruzione di un sistema non esiste, se non nelle insane menti delle sue vittime.
Fra le varie ipotesi etimologiche della parola ‘mafia’ quella semanticamente più irresistibile è associata al termine arabo ‘ma-fi’: letteralmente ‘non c’è’. Non esiste.
Negazionismo e revisionismo.
Perché tutto torni come è sempre stato.
Un Rocchi oggi per un Ceccarini ieri. Un Ranieri oggi per un Simoni ieri.
Nel mezzo la rivoluzione di un intero sistema, l’illusione del suo crollo e poi il risveglio nell’amara realtà odierna: tutto è cambiato, solo affinché nulla in realtà cambiasse.
Avv. ELENA NITTOLI














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