Fuori dalla Coppa d’Africa che si disputerà a gennaio, fermo da novembre a fine marzo per la sosta invernale del campionato russo. Samuel Eto’o davvero non ci era abituato, neppure da ragazzo gli è capitato di scendere in campo per 3 mesi in un periodo di complessivi 10 (si conta anche il periodo estivo in cui era ancora in maglia nerazzurra).
E così ecco a sorpresa la telefonata partita da Mosca, dove risiede per quasi tutta la settimana e si allena l’Anzhi, ben lontano dalla pericolosa città di Makhachkala nel Daghestan. Destinatario Massimo Moratti, a Milano, in Italia.
“Avete bisogno di me? Che ne dite se torno a giocare con voi per qualche mese, tenendomi in forma e dandovi una mano per la rimonta in campionato e, chissà, per gli ottavi di Champions League?”
PERCHE’ SI POTREBBE FARE
E’ un paio di settimane che nel sottobosco del mercato circola questa voce (non casualmente in coincidenza con la visita di Materazzi…), senza che concretamente si sia entrato nel dettaglio di una operazione che avrebbe del clamoroso e ricorderebbe a grandi linee (Samuel tuttavia è ancora un fuoriclasse, ci sono motivazioni sportive e non di marketing ed è soprattutto un nostro ex) quella di David Beckham con il Milan.
A livello regolamentare non ci sarebbero problemi: Eto’o arriverebbe in prestito gratuito senza diritto di riscatto, il presidente dovrebbe pagare solo l’ingaggio di circa 2 mesi, fino a quando l’Anzhi, a quel tempo non più allenato da Roberto Carlos e ulteriormente rinforzato con altri campioni , si ritroverà, probabilmente in Europa, per preparare la seconda fase della Premier russa. Senza contare che abbiamo ancora 2 slot liberi per gli extracomunitari.
Inoltre, pur avendo un attacco composto da quattro punte di primo piano e dal giovane e promettente Castaignos, nessuno può garantire potenzialmente le capacità realizzative del collezionista di Champions League, nè la sua personalità, nè la sua versatilità, avendo fatto la differenza sia giocando in appoggio ad una punta (Milito nell’anno del Triplete) sia quando ha dovuto agire da salvatore della patria in prima persona (con Benitez e Leonardo).
Infine, sebbene non sia al momento la priorità rinforzare l’attacco nell’immediato , neppure Ranieri si opporrebbe: un fuoriclasse non si rifiuta mai. Specie se verosimilmente saremo costretti a recuperare i punti persi all’inizio.
PERCHE’ QUASI CERTAMENTE NON SI FARA’
Gli ostacoli sono altrove: nello spogliatoio e a livello assicurativo.
Eto’o è un numero uno, è ingombrante, avrebbe uno dei due posti davanti assicurato e il restante se lo dovrebbero giocare elementi del calibro di Pazzini, Milito, Forlan, Zarate. Con esigue possibilità di fare turnover, a meno di accontentarsi dei turni di coppa Italia.
E’ necessario creare malumori, invidie in un gruppo che funziona alla perfezione? Come reagirebbe l’uruguaiano costretto finora a sacrificarsi in un ruolo non suo? E il Principe del Bernal che già soffre nell’essere stato sorpassato nelle gerarchie da Pazzini? Ed il Pazzo che ha bisogno di farsi vedere da Prandelli per conquistare la maglia da centravanti della Nazionale? E Maurito quali speranze avrebbe di imporsi e farsi riscattare?
Moratti, incuriosito dalla proposta che non si aspettava, da tifoso sarebbe affascinato di buttarsi a capofitto in una scommessa del genere, ma a frenarlo sono le resistenze dell’Anzhi e soprattutto la copertura assicurativa.
Cosa succederebbe se l’ex Barca si infortunasse? Quanto ci costerebbe? Quanto perderemmo di mancati bonus?
E su queste domande risulta che l’idea si sia sgonfiata, almeno per le latitudini nerazzurre. Altri club, altri campionati (l’Inghilterra in particolare) potrebbero dare una ciambella di salvataggio all’atleta e all’uomo in vista di un futuro approdo sulle coste della perfida Albione.
PERCHE’ IO LO FAREI
I rischi ci sono e non vanno sottovalutati, per nostra fortuna non dobbiamo sempre fare di conto come Ghelfi e Paolillo e non ci eccitiamo particolarmente per i brillanti miglioramenti del nostro bilancio.
E’ una tentazione, una irresistibile tentazione, quasi come quella di Kobe Bryant a Bologna. Perchè, lo ricordo a chi se lo fosse dimenticato, un Eto’o da noi, un fuoriclasse all’apice della sua carriera, potremmo rivederlo a San Siro tra molto tempo. Se e quando Messi si stuferà di vincere tutto, avrà ripagato il debito morale con Barcellona e si sarà ricordato di quando fu a un passo dal venire strappato alla cantera da un suo tifoso ante litteram che si era innamorato di lui ad un Mondiale giovanile come si invaghì in passato di un certo Ronaldo.
Serve più un Kucka, ma nessuno ci farebbe sognare, anche solo per 2 mesi, come il Black Mamba. E io più che vincere voglio sognare.
SIMONE NICOLETTI





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