Dopo il forfait di Sneijder durante la rifinitura, è Coutinho a sostituirlo in mezzo al campo. Non cambia nulla come disposizione, perché il brasiliano si piazza sulle zolle dell’olandese, il fisico sembra quello: per il resto c’è un abisso.
Con ritmi davvero bassi, il Cagliari parte aggressivo in pressing, soprattutto su Motta, che in possesso di palla viene subito attaccato da almeno due giocatori: mancando Sneijder, è lui il punto di riferimento quasi unico per gestire e giostrare il gioco.
Il Cagliari si copre benissimo con 10 uomini più il portiere, facendo un pressing intelligente sui portatori di palla più dotati, soprattutto su motta e Zarate. L’Inter ha difficoltà a ripartire, San Siro non aiuta per nulla (anzi) Jonathan che presto sparisce dal campo, così come Coutinho. L’unico a provarci è Zarate, che salta spesso l’uomo ma senza grosso costrutto.
Ci si deve inventare qualcosa di diverso, magari allargare Coutinho e Zarate per provare a scardinare una difesa che centralmente sta reggendo benissimo l’urto, pur lasciando il possesso palla ai nerazzurri.
Nonostante la pochezza del gioco e la brillantezza che non c’è, due traverse e un paio di occasioni potenzialmente da gol per l’Inter: un filo di fortuna in più…
Nel secondo tempo le sorprese dei cambi che però hanno il merito di cambiare l’inerzia della partita: esce Zarate (probabilmente il migliore nel primo tempo) per Alvarez, spostato largo a destra con Coutinho largo a sinistra, con licenza di accentrarsi molto.
Senza fare nulla di straordinario, con un Cagliari indubbiamente distratto e che perde le distanze, l’Inter può inserirsi negli spazi, soprattutto dopo il goal (in fuorigioco) di Motta, che costringe i rossoblu finalmente ad attaccare e ad abbandonare l’atteggiamento di estrema accortezza, spesso con undici uomini dietro la linea della palla.
Il resto è normale amministrazione, a parte… anzi, compreso il goal subito a pochi minuti dalla fine che lascia lo spazio per le ultime palpitazioni.
Partita fondamentale, vittoria che diventa importantissima in un periodo assolutamente critico. Non si doveva sbagliare e non si è sbagliato: pur senza grandi miglioramenti nel gioco, pur con una forma che sembra quasi identica a quella di 20 giorni fa, l’Inter porta a casa un risultato di platino che le dà respiro.
Ancora una volta, al di là della vittoria, sembrano cervellotiche le scelte di Ranieri: l’impressione è che si farebbe comunque bene e che i cambi operati dall’allenatore romano non siano altro che un fardello in più sulle gambe dei calciatori. Oggi, più che altre volte, è chiaro che a cambiare la partita è il gol di Motta, non certo le scelte di Ranieri.
Su questo c’è da lavorare molto. E recuperare presto Sneijder e Lucio.
ALBERTO DI VITA
PRIMO TEMPO
Dopo 5 minuti di noia, un passaggio affrettato, superficiale, di Stankovic, Ekdal si invola verso la porta ma la conclusione è fuori bersaglio.
È la volta dell’Inter con Coutinho che si libera bene, palla a Cambiasso che restituisce palla malamente: sul calcio d’angolo, ci prova Ranocchia (strattonato), palla fuori.
Buon senso di Damato in due situazioni critiche: prima un fallo di Motta su Nainggolan, poi un fallo su Zarate sulla trequarti, entrambi giallo pallido.
8° minuto, su punizione del Cagliari, è Nainggolan che prova di testa senza forza.
Poi molti minuti di noia, senza accelerazioni, la manovra dell’Inter è lenta, sulle fasce non ci sono sbocchi, il Cagliari si difende bene e prova a ripartire in contropiede. Interessante l’esperimento di Ballardini, con Nainggolan trequartista, Ekdal interno di destra.
Al 21esimo è Pazzini che si libera benissimo, lasciando partire un tiro davvero notevole che, deviata da Agazzi, finisce sulla traversa.
Al 24esimo punizione straordinaria di Zarate e ancora una volta Agazzi fa il miracolo deviandola sulla traversa. Cresciuto l’argentino, che quando parte in dribbling diventa pericolosissimo: è l’unico che prende l’iniziativa. Nullo, fino a questo momento, Coutinho. Malissimo Stankovic, ma è tutto il centrocampo a girare male.
Al 29esimo primo errore vero di Damato: Pazzini riceve da Coutinho e viene caricato da dietro al limite dell’area. Fallo netto ignorato dall’arbitro. Poco dopo Zarate riparte in dribbling e serve Pazzini, colpo di testa troppo morbido.
Al 30esimo fallo da dietro di Conti: ammonito. Giusta la scelta di Damato.
Al 43esimo Cambiasso si trova liberissimo in mezzo all’area: il colpo di testa però è alto sulla traversa.
Un minuto e mezzo dopo mischione in area rossoblu, con la palla che è sempre un filo troppo lontano dal piede giusto di un interista.
SECONDO TEMPO
Subito una sorpresa. Ci si aspettava un cambio tattico, avrei scommesso in Zarate a sinistra e Coutinho a destra, e invece Ranieri ci stupisce: fuori Zarate e dentro Alvarez. Larghi l’argentino e Coutinho. Mossa (lo scrivo in diretta) assolutamente incomprensibile.
Al 53esimo calcio di punizione guadagnato da Coutinho, punizione in mezzo dove c’è motta in area: sulla deviazione di Pazzini è in fuorigioco, ma gli assistenti non se ne avvedono. Dopo uno stop fortunoso, da solo davanti all’area è facile far gol.
Due minuti dopo, su passaggio di jonathan, è Coutinho che sfiora il gol dal limite con un colpo da biliardo.
Al 60esimo contropiede rapido dell’Inter: “rapido” si fa per dire perché i tempi di Alvarez sono bradipici. Da segnalare il buon tackle dell’argentino, comunque, che poi scambia con Cambiasso e infine serve a Coutinho, dribbling a rientrare e palla al primo palo. Bel gol.
Al 62esimo Ballardini toglie Ekdal e inserisce Ibarbo.
Al 63esimo è Stankovic finalmente a segnalarsi per una cosa positiva, sbrogliando una situazione pericolosa in area.
Al 66esimo libertà per Alvarez che trova Pazzini, in fuorigioco, che però tira fuori.
Entra Obi, tutti si aspettano Stankovic fuori e invece è Coutinho ad uscire: incomprensibile, a meno di infortuni o “conservazione” in vista dei prossimi impegni.
Al 70esimo gol del Cagliari di Larrivey, fermato per fuorigioco.
Al 79esimo bella apertura millimetrica di Stankovic che trova Pazzini che si libera con lo stop di petto del suo marcatore, ma la misura non è perfetta e il portiere anticipa.
All’83esimo angolo di Alvarez che cerca direttamente Stankovic fuori area: il tiro non è irresistibile e finisce tra le braccia di Agazzi.
All’89esimo il Cagliari accorcia le distanze, con Larrivey: difesa dell’Inter piuttosto distratta, gran voglia di farsi male. 2-1 e minuti finali che si preannunciano di sofferenza. Il Cagliari scaccia alcuni incubi: finamlente segna dopo tanti minuti, segna all’Inter dopo una vita e manda in gol su azione un attaccante. L’Inter è nota per fare miracoli.














