Ad un invito non si può dire di no. Specie se sai che un eventuale rifiuto sarà usato mediaticamente contro di te per screditarti ancora una volta di fronte a tifosi ottusi e appassionati distratti e facilmente influenzabili da un titolo e dal tam tam mediatico.
E così Massimo Moratti, anche se ancora non ha ufficialmente accettato, si appresta a sedersi al cosiddetto tavolo della pace a pochi giorni dal Natale assieme ad Andrea Agnelli. Chiunque altro vi parteciperà sarà in ogni caso una comparsa, compreso Diego Della Valle che in vista della sua discesa in campo al fianco di Montezemolo come nuovi ideologi di un costituente Terzo polo politico vuole a turno accreditarsi come mecenate illuminato, convinto rottamatore, virtuoso imprenditore e anche mediatore sportivo della vicenda di Calciopoli che rischia di minare la sua immagine.
Abbiamo già trattato il tema spiegando le nostre perplessità e l’infondatezza di un simile incontro in cui non abbiamo nulla da dare e tanto da chiedere. Ma ora che l’ipotesi è davvero concreta, suggeriamo al presidente 5 condizioni preliminari per accettare l’invito.
1- LE SCUSE. Per anni la Juventus e gli altri protagonisti di Calciopoli ci hanno impunemente attaccato attraverso i media e usato tutti gli strumenti legali possibili (anche quelli chiaramente infondati) per additarci agli occhi dell’opinione pubblica italiana e straniera come i mandanti occulti di quella vicenda. Non ci si può sedere ad un tavolo senza ottenere pubbliche scuse per aver danneggiato la nostra immagine
2- CESSAZIONE DI OGNI INIZIATIVA LEGALE. Parimenti la Juventus dovrà cessare qualsiasi iniziative legale tesa alla restituzione dei 2 scudetti o ad ottenere un risarcimento danni dall’Inter e dalla FIGC.
3- CANCELLAZIONE DI OGNI RIFERIMENTO AI 29 SCUDETTI. Nei documenti ufficiali, nel sito e nel canale tematico, nonchè nello stadio, si fa esplicito riferimento ai 29 scudetti. Secondo l’albo d’oro uno è revocato e l’altro, quello del 2006, è stato assegnato all’Inter. La società Juventus deve uniformarsi alla decisione della giustizia sportiva eliminando qualsiasi riferimento a quei due tricolori
4- LA VERITA’ SULLA CESSIONE DI IBRAHIMOVIC. Fu la Juventus a invitare alcuni suoi campioni a trovarsi una nuova squadra perchè il loro ingaggio sarebbe stato incompatibile con la serie B. L’Inter ipervalutò Vieira accettando di farsi carico degli oltre 5 milioni garantiti dai bianconeri ed offrì più soldi per il cartellino dello svedese non solo rispetto al Milan ma anche ad ogni altro club straniero. Per questo la trattativa fu davvero lampo, con reciproca soddisfazione delle parti
5- IL RISPETTO DELLA FIGURA DI FACCHETTI. Da parte della Juventus e non solo. Penso anche al superprocuratore Palazzi che non ha valutato correttamente il suo operato, inquadrando le telefonate di Facchetti non come un tentativo di ribellione alla Cupola che governava il calcio ma come un condizionamento della classe arbitrale per ottenere favori. Ai vertici bianconeri è chiesto di partecipare alla consegna del premio Facchetti che avviene ogni anno in Gazzetta nonchè alle commemorazioni pubbliche
Una volta ottenute le garanzie su questi 5 indispensabili punti, si potrà procedere alla riscrizione delle regole in tema di responsabilità oggettiva, prescrizione e anche ad un nuovo processo sportivo.
Lo scudetto 2006? Quello non è in discussione, è nostro e ce lo teniamo.
SIMONE NICOLETTI
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















