Inter-Fiorentina s’è giocata tra due allenatori obbligati nelle scelte, con assenze importanti e che hanno dovuto fare di necessità virtù. Strano come entrambi abbiano più o meno pensato alla stessa cosa, pur avendo in mano squadre che negli ultimi tempi si erano disposte in maniera diversa: 4-4-2 dell’Inter, 4-4-1-1 della Fiorentina, entrambi con un esterno sinistro (Coutinho e Vargas) molto propenso ad accentrarsi, pur non avendo da quel lato il miglior terzino di spinta. In realtà per l’Inter è un approdo più semplice, visto che in assenza di Sneijder s’è quasi sempre giocato col 4-4-2.
Ha pesato moltissimo, nell’economia globale, l’apporto della seconda punta/trequartista: uno splendido Milito dal punto di vista tattico (e fondamentale nell’azione del gol, come vedremo), una vera bibbia dei movimenti intelligenti dell’attaccante moderno; dall’altra parte un abulico Liajic che è stato incredibilmente assente per tutto il tempo in cui è rimasto in campo.
Diverse le interpretazioni del match, con un’Inter più portata ad un pressing più alto che però non è quasi mai accompagnato da una difesa altrettanto alta, con la solita conseguenza del buco centrale: l’assenza di Jovetic ha pesato, perché in quello spazio JoJo avrebbe fatto danni.
Ha pesato anche la differenza tra un Samuel e un Lucio (che pure ha condito la partita con moltissimi errori e imprecisioni), e un Natali dall’altra parte, indubbiamente responsabile nel primo gol e incapace di guidare bene la difesa nel secondo.
In grande spolvero anche i due esterni nerazzurri, al contrario dei due viola: Coutinho e Faraoni indubbiamente tra i migliori in campo (se non i migliori): rimane il sospetto che entrambi potevano essere usati prima e meglio da Ranieri. Ora il prossimo sarà Castaignos, vero delitto non vederlo in campo col Genoa.
Di Coutinho ha stupito l’assoluta differenza di atteggiamento tra la partita con i viola e quella col CSKA: indolente, svogliata, persino annoiata la seconda, quanto piena di grinta e determinazione, soprattutto in fase di ricerca della posizione, la prima. Qualche dubbio sorge: non era al meglio? Perché da un ragazzo di 19 anni è difficile accettare che la motivazione alla scarsa voglia contro il CSKA sia l’apparente inutilità della partita.
Entrambi i mister hanno fatto il compitino, nessuno ha cercato di strafare: ha vinto legittimamente la squadra più forte, migliore, con una Fiorentina che è arrivata al tiro (ottimisticamente parlando) solo all’85esimo.
Andiamo nel dettaglio.

4-4-2 chiaro e indubitabile per l’Inter. Faraoni molto più ordinato di Coutinho in fase di difesa, anche se l’intesa con Maicon è tutta da perfezionarsi… e sarebbe strano pensare il contrario dopo una sola partita…

Uno dei movimenti tipici della coppia Zanetti-Maicon è quello che vedete indicato dalle linee blu: quando Maicon avanza, se si trova più a vanti o più all’interno di Zanetti, è l’argentino a scalare in posizione di terzino, in tutta fretta, lasciando a Maicon il ruolo di interno (o esterno, dipende dal modulo) di centrocampo per rientrare con meno ansie. Faraoni ovviamente non lo fa (ancora?), e fa il movimento che più ritiene corretto (e che corretto sarebbe in una squadra qualsiasi).

Che è questo: scalare via via fino ad occupare una posizione centrale se necessario, con palla recuperata (bravo).
Da notare che in questo caso è Motta a prendere il ruolo di terzo centrale di destra: quando l’Inter attacca e Motta è in giornata (non è il caso di sabato), l’Inter di fatto difende a tre, ma questo movimento a scalare sul laterale è assolutamente anomale (ma corretto) e giustificabile con l’inesperienza di Faraoni ai meccanismi della fascia destra nerazzurra.

Coutinho ama calpestare quelle zolle, anche se parte da sinistra. La differenza è che sabato le ha cercate con continuità, rapidità e con tempismo giusti.

Oltre al duo centrale di centrocampo, di cui diremo, un altro problema dell’Inter è stato il duo centrale d’attacco. Milito e Pazzini non si sono praticamente mai cercati, fanno movimenti tra di loro scoordinati ed è ormai chiaro che in due possono giocare bene solo con molta difficoltà e sforzo.
In realtà, Milito riesce a fare un gran lavoro, di qualità e quantità: si propone, scala, sale, tiene palla, cerca la profondità. Pazzini, invece, a volte sembra un corpo estraneo all’attacco, come se dividersi l’attacco con un altro attaccante gli tolga respiro. Spesso troppo largo, quasi mai in appoggio: in una partita orrenda sotto molti punti di vista è riuscito a fare un grandissimo gol, che gli perdona poi molte cose. Ma la differenza di movimenti e di qualità tra i due è imbarazzante.

La strana coppia, ovvero come farsi venire l’ansia da pressing. Per Cambiasso ci eravamo abituati: l’abbiamo visto spesso ed è un suo marchio di fabbrica, che gli ha consentito in passato di recuperare centinaia di palloni.
Con Motta succede molto meno, è più misurato, sceglie con più calma i tempi del pressing. Sabato, ma era già capitato altre volte quest’anno, ha esagerato più dello stesso Cambiasso, costringendo l’argentino e Faraoni a coprirlo spesso e volentieri.
Con Coutinho che raramente scalava al centro, alle spalle di Motta c’è una supremazia totale della Fiorentina, praticamente mai sfruttata.

Infatti poco dopo l’azione continua, con Cambiasso che deve scegliere se staccarsi (e lasciare palla scoperta) o pressare, sperando in un errore avversario: la supremazia è netta, con Faraoni spesso risucchiato al centro per necessità e per i movimenti continui di Vargas.

Abbiamo già certificato l’assoluta incapacità tattica di Nagatomo, autore di un’altra prestazione poco brillante da questo punto di vista, molto meglio dal punto di vista fisico. Ed è anche naturale che Coutinho sia poco preparato a determinati movimenti. Insieme, fanno spesso casino.
In questo caso è Pazzini a recuperare palla: le frecce indicano i movimenti corretti di Nagatomo (più indietro) e Coutinho, mentre per Pazzini indica il movimento che farà: in pratica, Nagatomo avrebbe dovuto cercare la sovrapposizione all’esterno (per “allontanare” il terzino da Pazzini) e Coutinho avrebbe dovuto cercare il corridoio alle spalle di Pazzini, per trascinarsi Beherami. Invece…

Fanno una cosa inguardabile: si mettono a correre dietro Pazzini, col risultato che tutta la difesa della Fiorentina si concentra sull’attaccante italiano. Sono situazioni che andrebbero studiate e analizzate: per Coutinho abbiamo speranze che imparerà, per Nagatomo invece…

Manca un giallo a Motta e un giallo a Samuel: se a un marziano facessimo vedere Samp-Inter del 2010 e questa partita, scommetterebbe sulla sua vita che trattasi di arbitri diversi. Invece era sempre e solo Tagliavento…

Altro pressing di Motta (che doveva essere a carico di Pazzini e Milito): guardate come Maicon e Faraoni stiano in una posizione innaturale per coprire il movimento dell’italo-brasiliano.

L’azione prosegue e Motta viene superato, Cambiasso giustamente temporeggia. Bene il movimento di Lucio a sganciarsi dalla difesa, ma il vero bonus nerazzurro è l’incapacità dei viola di appropriarsi di questo spazio alle spalle di Cambiasso: anche loro s’incocciano a due a due…

Anche qui, il pressing di Cambiasso, con tre nerazzurri sulla fascia, pressare lì serve a poco. Però puoi anche farlo se tutta la squadra reagisce (es.: il gol col Chelsea di Eto’o nasce da un pressing simile). Il problema è quello che non fa Motta, cioè posizionarsi là dove la linea indica e costringendo uno dei due centrali a staccarsi nuovamente.
Anche qui vediamo Faraoni stringersi moltissimo per coprire la parte nevralgica del campo.

L’altra strana coppia. Milito prende palla. Guardate la posizione di Pazzini e molto largo (non indicato) Coutinho. Milito fa la cosa corretta: si invola verso il centro destra. Coutinho fa la cosa corretta: si involta sul centro sinistra. Milito ha due uomini, quindi Pazzini non deve stare lontano, altrimenti il compagno è facile preda della difesa: dovrebbe attaccare centralmente lo spazio per proporsi come sponda e lasciare all’esterno solo e libero Coutinho…

Vedete Coutinho da solo che può lanciarsi a rete: la posizione errata di Pazzini permette a Natali di coprire due giocatori col solo posizionamento. Se l’attaccante italiano avesse fatto il movimento corretto (andare verso Milito, come indica la linea), sarebbe stato un giochino mandare Coutinho a rete. Invece Milito è costretto da solo ad affrontare tre avversari (palla persa).

Altro pressing insensato di Motta: affronti Beherami, non Montolivo, c’è davvero poca necessità di fare movimenti di questo tipo. Così Faraoni è sempre costretto a seguire l’esterno (Vargas) o, in questo caso, il trequartista (Liajic) per coprire il buco.

Immaginate se lì non ci fosse Faraoni: l’Inter sarebbe totalmente scoperta sulla trequarti…

Come in questo caso, dove sia Cambiasso che Motta sono in posizioni sbagliate.

Uno dei tanti errori di Lucio (salta di testa a vuoto) con Fiorentina in superiorità numerica che però non ne approfitta: il brasiliano si fida troppo del fisico a volte. Partita non eccezionale, anche se confortante dopo l’infortunio: forse proprio per questo è il caso di limitare certe sortite…

Altra riproposizione del buco centrale e di come Liajic non ne abbia mai approfittato.

Pochi secondi dopo, è Vargas a ritrovarsi trequartista (movimento che ha cercato spesso, come Coutinho): i due centrali sono sempre fuori posizione.

Come in questo caso, dove c’è un 3 contro due centrale.

Motta troppo avanzato, Cambiasso che prova a fare un altro pressing: due errori…

che consentono alla Fiorentina di essere ancora in superiorità numerica. Non sempre andrà così bene.

Altro esempio di come Pazzini si muova male in campo. In situazioni del genere, con due attaccanti vicini, è norma che uno si proponga per lo scambio e l’altro cerchi la profondità. Viste le posizioni e il difensore in mezzo, è Pazzini che dovrebbe staccarsi e proporsi per un triangolo con Faraoni: ma l’attaccante italiano cerca solo la profondità…

e in genere viene sistematicamente anticipato…

Il gol nasce da un gran recupero di Milito, che perde palla e poi torna a metà campo per recuperare il pallone perso.

Sempre azione del gol. Nagatomo la dà a Coutinho. L’istinto dice al difensore giapponese di fare la solita sovrapposizione sbagliata. Guardate i difensori viola adesso come sono disposti…

Nel video si vede perfettamente la frenata di Nagatomo che invece di sovrapporsi malamente al centro, va dietro Coutinho e si sovrappone correttamente all’esterno. Guardate come il terzino destro viola è costretto ad arretrare, mentre Beherami deve tenere la posizione: Coutinho ha così tempo di servire Milito (buona la sua posizione) o in profondità Pazzini (corretto l’attacco alla profondità).
Questa azione dimostra ampiamente come due soli movimenti corretti (Nagatomo all’esterno e Milito a proporsi) consentano ad una squadra di giocare con semplicità un pallone qualsiasi, a dimostrazione di come certi dettagli tattici siano fondamentali. Il calcio è un gioco semplice, dove essere ordinati paga sempre molto più che improvvisare ed essere disordinati.
I motivi di disordine ci sono stati: le due coppie Motta-Cambiasso, con il primo indubbiamente sottotono, ha corso più del solito ma male, tanti errori e palle perse, e Pazzini-Milito, con l’attaccante italiano che va in gol ma a seguito di una prestazione largamente insufficienze. Non sempre sarà possibile potersi permettere questi errori, queste distrazioni, questi spazi. Che ormai si conoscono e sarebbe facile rimediare…
ALBERTO DI VITA












