Raramente ho criticato una designazione arbitrale . Raramente ho scritto di arbitri perchè ho sempre preferito l’analisi tecnica e tattica ad una variabile del gioco del calcio che diventa decisiva quando subisce la pressione e i condizionamenti esterni.
Daniele Orsato è uno di quegli arbitri che va dove tira il vento, che perde la testa quando il clima è incandescente, che si incattivisce e finisce per incidere in un evento sportivo in cui mai, mai, dovrebbe essere protagonista.
C’era Daniele Orsato in Inter-Sampdoria dell’anno scorso con Benitez (ho ricordato malissimo qui, era Tagliavento e non Orsato in Inter-Sampdoria delle manette di Mourinho e delle 3 espulsioni). C’era Daniele Orsato contro la Fiorentina e a Cagliari quando mandò fuori Mourinho. C’era Daniele Orsato quest’anno a Catania quando fischiò il rigore inesistente su Bergessio.
In molti casi si respirava un pesante clima anti Inter o c’era una situazione ambientale difficile, vuoi per i risultati, vuoi per le polemiche del Vate, vuoi per la relazione Palazzi su Calciopoli.
Ad onor del vero, a Roma lo ricordano come il fischietto che decise a favore dei nerazzurri il match di coppa Italia nel 2009, con un gol in fuorigioco di Zlatan e un presunto rigore su Vucinic.
Non è in discussione la sua imparzialità, quanto la sua tenuta mentale in un clima che si preannuncia incandescente.
E a Claudio Ranieri non ricorderà di certo un bel momento: in Genoa-Roma 4-3, la sua ultima in giallorosso, indovinate chi era l’arbitro?
SIMONE NICOLETTI





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