Nessuno gli chiede di vincere, nessuno con gli occhi bene aperti e consapevole del valore e dei limiti atletici della rosa.
Nessuno però disconosce i suoi grandi meriti nella rimonta nerazzurra verso il terzo posto, obiettivo di stagione da centrare ad ogni costo pena un vero mercato di ridimensionamento estivo (fidatevi, sarebbe peggiore degli ultimi due ).
Come ha fatto Claudio Ranieri a riportare in alto l’Inter invischiata solo 2 mesi fa nella lotta per non retrocedere?
1- HA CONQUISTATO LA FIDUCIA DELLA VECCHIA GUARDIA. Nessun modulo che li esponga a brutte figure, mai più calciatori schierati fuori ruolo, nessuna pretesa di insegnare qualcosa di nuovo, ma tanto buon senso e tanta esperienza nello sfruttare al meglio le caratteristiche della rosa
2- HA RIORGANIZZATO LA DIFESA. Nella striscia vincente aperta in campionato, Julio Cesar si è dovuto chinare solo 3 volte per raccogliere un pallone in fondo al sacco. Merito sicuramente del rientro di Samuel e Lucio, ma anche di una ritrovata organizzazione tattica che predilige innanzitutto la copertura degli spazi, la distanza corretta tra i reparti e la protezione della zona centrale
3- HA SAPUTO FARE A MENO DI SNEIJDER. In principio fu il rombo e Sneijder al centro del progetto. Poi l’infortunio e la ricaduta lo hanno costretto a fare di necessità virtù. Sperimentata l’inadeguatezza dei sostituti dell’olandese sulla trequarti, ha virato con successo verso un 4411 che si è rivelato molto efficace.
4- HA GESTITO BENE I GIOVANI. Non li ha mai mandati allo sbaraglio, non ha dato loro troppe responsabilità. Ne ha gestito l’impiego con il contagocce, è vero, ma così facendo ha saputo gestire senza contraccolpi per la squadra i loro alti e bassi. Così facendo anche una prestazione non brillantissima di Alvarez nel derby passa in secondo piano di fronte al rendimento garantito dai senatori
5- NESSUNA FRETTA NEL RECUPERO DEGLI INFORTUNATI. Ha pagato sulla propria pelle la fretta di recuperare Maicon e Sneijder e ha cambiato strategia d’accordo con lo staff medico. Rientri soft, minutaggio crescente, maglia da titolare solo quando si è in condizione e non esiste il rischio di recidive.In attesa del turnover quando si tornerà a giocare ogni 3 giorni.
6- DUE PUNTE VERE PER AVERE PROFONDITA’. Milito ha giostrato spesso in verticale dietro Pazzini, recitando da regista offensivo e uomo di raccordo tra i reparti, stante l’incapacità dell’ex Samp di dialogare con i compagni e fare da sponda. Ma grazie ad una intelligenza tattica fuori dal comune non ha mai lasciato troppo solo il compagno, garantendo alla squadra profondità e verticalità.
7- HA CONSEGNATO LE CHIAVI DEL CENTROCAMPO A THIAGO MOTTA. Nel rombo vertice basso, nel 442 uno dei due centrocampisti centrali: Thiago Motta è il perno di ogni azione offensiva nerazzurra. Ritrovata la forma e smaltiti gli infortuni, è tornato protagonista assoluto. Anche in zona gol. Indispensabile per noi, lo rimpiangeremo se a giugno dirà sì a Leonardo
8- HA ASPETTATO MILITO. Non l’ha mai abbandonato, l’ha sempre rincuorato anche quando sbagliava i gol a porta vuota da due metri e ora ne raccoglie i frutti. Illusorio ogni paragone con il 2010, ma il Principe non poteva neppure essere diventato un nuovo Pancev. Allontanarlo dall’area la scelta azzeccata. Ora che tornano Sneijder e Forlan dovrebbe ancora migliorare il suo rendimento
9- HA RICOMPATTATO L’AMBIENTE. Tifosi, calciatori, dirigenti, critica: dopo l’incubo Gasperini, ha capito che serviva innanzitutto semplicità, concretezza, buon senso. Il pubblico ha apprezzato e ha capito immediatamente che era l’uomo giusto per questo momento di transizione. Non mette in ombra Moratti e ha le spalle larghe e l’esperienza per sapere come muoversi dentro e fuori la Pinetina. Non ha inoltre cercato alibi e si è sempre tenuto lontano dai temi caldi del tifo: Calciopoli e Mourinho
10- NON HA MAI PARLATO DI SCUDETTO,MA NON HA MAI CIRCOSCRITTO LE AMBIZIONI. L’obiettivo era ed è arrivare almeno terzi, però il mister non ha mai nascosto una piccola speranza di tornare in alto e puntare al triangolino. Molto realista, senza ammazzare la speranza.
SIMONE NICOLETTI
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.
















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