“Resta un rapporto buono col City, ci siamo lasciati in buonissimi rapporti; ho parlato per ore con il loro presidente, eravamo molto vicini ad un accordo ma ho dato una parola d’onore al Catania e a Maxi. Lui è un giocatore forte e pronto da subito. Comunque, col City le incomprensioni degli ultimi giorni sono state superate e la vita continua… E tra 3-4 mesi è ancora mercato. Tévez era pronto a partire per Roma. Peccato. Lo ringrazio pubblicamente per averci aspettato. Doveva andare così…”. ADRIANO GALLIANI
Se essere dei maestri di comunicazione significa prendere in giro gli interlocutori, siano essi giornalisti (dipendenti o servi, in quanto tali non possono reagire pena licenziamento) o peggio ancora tifosi, sono contento di raccontare sempre la realtà, anche brutale, sull’Inter e sulle trattative di mercato.
Comunque vada a finire la telenovela Tevez, essere riusciti a sventare, su imbeccata di Roberto Mancini, l’approdo in prestito dell’Apache a Milano, potendo poi cedere Pato o Ibrahimovic in estate da una posizione di forza, è stata una manora da manuale della nostra società. Forse l’unico segnale da molti mesi di voler ancora competere ad alti livelli e considerare il Milan come una concorrente diretta per i massimi traguardi.
Dopo aver incassato il no di De Laurentiis per Hamsik in estate, nonostante le solite spericolate tattiche di Raiola, “il miglior dirigente del nostro calcio” in pochi giorni incassa prima l’umiliazione del dietrofront di Berlusconi su Pato mentre annunciava a Di Marzio di averlo preso, poi lo sputtanamento del presidente del City Mansour per i metodi con i quali approccia i calciatori sotto contratto che non rispettano i propri doveri professionali.
Il Milan probabilmente vincerà comunque lo scudetto grazie a Ibrahimovic e molti dimenticheranno questi incidenti di percorso che vedrete saranno comunque presentati in un modo tale da sembrare addirittura delle precise strategie.
Ma, nonostante il legame antisportivo e fraudolento con club quali Genoa, Palermo e Catania, viene riportato ad una dimensione internazionale più consona alla sua storia recente: quella di perdenti.
Carlos non farà le valigie per Roma, ma per Manchester. L’offerta nerazzurra fino ad oggi non si è mai spinta oltre un prestito gratuito con obbligo di riscatto a luglio in 3 comode rate. E quindi non può essere accettata dai Citizens.
Per poter sedersi a trattare con Kia, serve mettere sul piatto almeno l’ultima rata del trasferimento di Balotelli. Lo faremo? Impossibile da sapere, di certo sia Psg che Milan sono fuori gioco.
Chissà che l’intera vicenda non insegni a qualche tifoso, anche nerazzurro, che la verità va cercata con pazienza, aspettando che qualche cadavere passi lungo il fiume. Come quello del dottor Galliani.
SIMONE NICOLETTI





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