“Simone, puoi darci la polpetta quotidiana perchè non abbiamo nulla oggi per cui dilaniarci?
Un Filippo di questo sito, fortunatamente senza genitori affamati di popolarità, mi ha intenerito il cinico cuore da critico sportivo che pulsa dentro di me dalla notte dei tempi e che il tifo per la nostra pazza Inter non ha annacquato ma anzi alimentato.
E come un novello Marchese del Grillo vi lancio dalla mia residenza virtuale la polpetta bollente invece dei luigi (Figo, sventola bandiera portoghese), da divorare prima del weekend in cui probabilmente parleremo dell’ennesimo allenatore esonerato da Moratti.
Radio mercato gracchia le prime conseguenze del potenziale fallimento stagionale dell’obiettivo terzo posto, con conseguente reale ridimensionamento e non transizione vincente quale fino a pochi mesi fa è stata (peccato per la finale di Pechino, alzare un trofeo già in estate avrebbe permesso al Direttore di rivendicare i propri indiscussi meriti ricordandoci con più cognizione di causa cosa fossimo senza di lui).
La società infatti ha informato i giocatori che senza la Champions League non potrà far fronte ai lauti ingaggi garantiti dai contratti in essere e ovviamente non potrà (ri)costruire una squadra ambiziosa che possa immediatamente lottare per il vertice.
L’obiettivo è quello da una parte di suscitare una reazione d’orgoglio nel professionista legato all’ambiente e alla città, dall’altro quello di avvertire i naviganti di trovarsi un club che possa eventualmente soddisfare le loro legittime richieste economiche e professionali.
Tra questi spicca tra gli altri il nome di Lucio, solo la scorsa estate riconfermato a furor di popolo con un rinnovo di contratto importante, in parziale deroga al Fair Play Finanziario perchè se è vero che da una parte ha accettato una riduzione degli emolumenti (ora attorno ai 3,5 milioni), dall’altra si è comunque mantenuto a cifre decisamente superiori a quelle di altri colleghi senatori.
Lo staff di mercato era convinto che il brasiliano potesse essere lo scoglio a cui aggrapparsi per rifondare il reparto, in quanto fisicamente integro, motivato dall’obiettivo Mondiali 2014 in patria, leader indiscusso per personalità, determinazione e professionalità.
In effetti, rispetto ad altri compagni, anche più giovani, anche dello stesso reparto (ogni riferimento a Ranocchia non è puramente casuale) è stato tra i più presenti in campo e si è messo a disposizione di Gasperini e Ranieri con la stessa disponibilità e serietà che tutti gli hanno riconosciuto nella sua straordinaria carriera. Purtroppo però il rendimento è stato molto inferiore alle attese ed in alcuni casi addirittura dannoso per la squadra.
Frequenti errori negli anticipi e nelle proiezioni offensive, leggerezze in fase di disimpegno e amnesie in marcatura hanno segnato in negativo l’annata dell’ex Bayern, in particolare quando era privo del gemello Walter Samuel al fianco, l’unico ad essersi espresso su valori simili al passato e ora corteggiato dalla società affinchè accetti di legarsi all’Inter per almeno un altro anno.
In una Inter senza Europa che conta, in una Inter ringiovanita e affidata ad un tecnico altrettanto giovane, ripartire da una coppia di centrali over 30 ha poco senso. Ed è Lucio tra i due ad avere più mercato, ad avere un ingaggio e, perchè no, ambizioni maggiori.
I primi sondaggi presso i suoi agenti e il nostro club non si sono fatti attendere: club russi ed europei (sia tedeschi che spagnoli, si vocifera anche di una telefonata di Mourinho) hanno chiesto informazioni e manifestato un concreto interesse per rilevare il contratto siglato la scorsa estate.
Nell’ottica poi di dover recuperare l’investimento umano, sportivo, tecnico ed economico su Andrea Ranocchia, ai box per l’ennesimo stop muscolare su cui incide secondo molti la fragilità emotiva apparsa in tutta la sua evidenza in questo anno milanese, l’argentino pare avere caratteristiche che meglio si completano con l’azzurro, in difficoltà se ha al fianco un compagno non marcatore e propenso a rischiare come lui stesso l’anticipo.
Per Lucio potremmo incassare ancora almeno 6-8 milioni di euro, sfruttandone l’immagine indomita e vincente, la ricordata continuità di impiego, nonchè quella strabordante personalità che è stata alla base del Triplete. E leggere che questa squadra non ha la mentalità per alzare la linea difensiva è una stilettata al cuore pensando a come i due magnifici difensori centrali non si siano fatti schiacciare contro avversari come Chelsea o Barcellona.
Sostituirlo non sarà semplice.
Sostituirlo con Juan Jesus come ho letto da qualche parte è pura utopia perchè il giovane connazionale è ancora una incognita in Europa e se non troverà spazio da qui a maggio sarà testato nel prossimo ritiro prima di prendere una decisione in merito ad un eventuale prestito.
Considerando che la conferma di Cordoba non attiene a discorsi tecnici e che quella di Chivu è subordinata ad un drastico taglio degli emolumenti che non dovrebbe accettare, si apre la caccia ad un elemento che possa già nella prossima stagione essere all’altezza della titolarità nella nuova Inter ed iniettare dinamismo, atletismo e carattere.
Resta segnato con il circoletto rosso il nome di Vertonghen dell’Ajax, ma la concorrenza inglese è particolarmente agguerrita e sconsiglia troppe illusioni. Branca e/o Ausilio inizino fin da ora a setacciare Italia, Europa e Sudamerica per non farsi trovare impreparati e consegnare al nuovo allenatore fin dal ritiro una rosa il più possibile completa.
Come la Juventus ha fatto con Conte con i risultati che abbiamo davanti agli occhi…
SIMONE NICOLETTI





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