Udinese-Inter: la conferenza stampa di Stramaccioni
IC: L’Udinese è una squadra che ha tantissima qualità…
Strama: “E’ innegabile il valore dell’Udinese in assoluto. Le partite in casa sono state la sua forza, e l’attuale classifica dei friulani è stata costruita in casa. E questo è un dato importante sulla difficoltà di questa partita.”
SKY: Com’è il suo rapporto con Moratti, mister? Esiste un qualche patto tra di voi sulla conferma?
Strama: “Il patto c’è e arrivò intorno dopo la prima ora e mezza di chiacchierata delle due ore in cui abbiamo parlato. Lui mi disse: mister, deve vincere. Il patto è semplice, dobbiamo vincere. E’ un patto banale, ma è una clausola che il presidente dell’Inter chiederà a tutti gli allenatori nei prossimi anni.”
SKY: Quanto perdete con l’assenza di Samuel e come pensi di sopperire? Come stanno Ranocchia e Juan?
Strama: “Walter è uno dei migliori difensori in assoluto nel mondo e la sua è un’assenza importante. Ma già mercoledì anche senza Walter in corso di gara abbiamo trovato un equilirbio e quindi sono sicuro che lo troveremo anche a Udine. Ranocchia e Juan sono due situazioni diverse: Andrea è un giocatore importane e già con una sua storia, come ha dimostrato due partite fa. Juan è un giovane molto interessante che è reduce da un infortunio, si sta allenando bene e sono certo che si farà trovare pronto quando lo chiamerò in causa.”
Mediaset: Milito come lo vede? E sta pensando a un modo per farlo giocare con Pazzini?
Strama: “Beh Diego è un giocatore fantastico e sta dando una risposta sul campo a suon di gol che non ammette repliche. Giampaolo è un grande centravanti e anche mercoledì quando è entrato ha dato un contributo importantissimo. Non sono stupito che il gol sia arrivato con lui in campo, e già a Trieste l’aveva sfiorato. Giampaolo si allena al massimo da grande protagonista e non è escluso vederlo in campo a partita in corso.”
Mediaset: Maicon e Sneijder come stanno?
Strama: “Di una nuova operazione di Maicon io non so nulla. Tutti e due i giocatori hanno tanta voglia di rientrare in campo: Wes sta facendo doppia seduta e Maicon sta lavorando benissimo. Li aspettiamo a braccia aperte.”
Raisport: non penso che cambierai modulo, ma la partita di Udine è un po’ particolare per la velocità di alcuni giocatori e altre cose. Magari possiamo aspettarci un’Inter che aspetterà un po’ di più?
Strama: “E’ ovvio che ci sono due discorsi: da un lato c’è la tua identità su cui lavori per cercarla di mettere in campo. E questa deve mantenersi, è il DNA di una squadra, la cartina al tornasole. Poi c’è la singola partita e bisogna trovare un equilibrio tra le due cose. L’Udinese ha caratteristiche che se mette in pratica può farci male, noi stiamo lavorando per limitarle, con umiltà e serenità. Dovremo essere un mix tra le nostre caratteristiche e gli accorgimenti per limitare i loro punti di forza”
Raisport: In cosa deve migliorare la tua Inter?
Strama: “Non esistono particolari ricette. Quello che ho messo in campo è il segreto, che è poi un non segreto, il lavoro. Qualcosina lo stiamo migliorando, secondo me in progressione si sta vedendo. Sui difetti stiamo cercando di lavorarci, ma li teniamo per noi. Il segreto è lavorare.”
GRossi: Tutti dicevano che avresti messo mezza primavera in prima squadra, ma forse non bisogna forse spiegare a tutti che è un po’ impossibile fare una cosa del genere in un campionato?
Strama: “Su questo tema io risposi già come allenatore della Primavera e dissi che l’Inter e il campionato italiano avevano giovani interessanti, ma per come è strutturata la nostra nazione non necessariamente i migliori del campionato primavera si affermano in serie A, mentre in altri paesi questo avviene. La differenza tra primavera e squadre di serie A è geneticamente notevole. Poi ci sono eccezioni come Balotelli che fanno il salto direttamente, am sono eccezioni. Poi ci sono dei buoni giovani: si è parlato di Destro, ma non di Obi che è dello stesso anno e ha fatto un’ottima partita. Io penso che difficilmente il campionato primavera per come è struttura può produrre calciatori di qualità pronti per il campionato di serie A. L’INter ha un grande settore giovanile con grandi prospetti che potranno esplodere. A me il Presidente ha chiesto di raggiungere il terzo posto e io quando devo scegliere un giocatore non devo guardare la carta d’identità, ma le qualità, per il bene dell’Inter e del mio lavoro devo scegliere quello che si presta al gioco che voglio fare. Poi chi se ne frega di cosa fa la media. Io non credo che non c’è nessun allenatore che ha un giocatore forte, giovane e gli preferisce uno meno forte e vecchio. Poi chiaro che se si fa la media un dato oggettivo è la media di età alta, ma io le scelte le faccio prima. E per far capire come funziona…”
GRossi: non pensi che sarebbe bene anche in Italia un campionato di squadre B?
Strama: “E’ una tematica interessantissima e se ne sta parlando tanto in questi anni. Io sono la persona meno indicata in quanto ultimo arrivato, ma sono favorevole a una categoria intermedia tra first division e squadra giovanile perché è meglio per i giovani. Noi abbiamo fatto la Next Gen Series con gli U19, ma tutte le altre squadre avevano squadre intermedie con la prima squadra oltre al U19. Per me sarebbe un grande passo avanti per i giovani. Lo dico da ultimo arrivato.”
Zarate merita il riscatto paventato da MOratti?
Strama: “Innanzitutto il Presidente mostra di essere intelligentissimo e guardare attentamente quello che avviene in campo. Io ho detto a Mauro quando sono arrivato che non si era mai visto il vero Zarate. Ora esce da tre buone prestazioni, ma ha ancora enormi margini di miglioramenti e sta facendo vedere perché l’Inter ha investito su di lui. Poi se lo riscatteranno o meno fa parte del grande calderone in cui siamo un po’ tutti.”
Zanetti ha detto che per allenare l’Inter bisogna essere un po’ pazzi… Che ne pensa?
Strama: “L’ha detto veramente? Avrei preferito imprevedibile, sognerei geniale… matto… Certo per allenare Milito come allenavi Longo e Livaja bisogna essere un po’ incoscienti… Facciamo che la giriamo come un complimento…”
Gazsport: Moratti ti ha chiesto di vincere? Per te vincere vuol dire restare? E poi, c’è un ripescaggio di Forlan?
Strama: “Moratti parlava di una gara. Si parlava di prima squadra e Moratti mi ha detto che l’Inter deve vincere, mi pare ovvio tra l’altro. Sto imparando velocemente in Serie A, che per me è una dimensione nuova, che vincere o perdere rendono una prestazione, un allenatore, un calciatore… possono spostare rapidamente dei giudizi comprensibilmente nel breve periodo… E’ una clausola da Inter… detto questo… “
Gazsport: vincere da qui alla fine vuol dire restare?
Strama: “non lo so, sarebbe un sogno vincere da qui alla fine, il resto non lo so. Coi ragazzi stiamo lavorando bene, ma domani vai a Udine uno dei campi più difficili d’Italia e può esserci anche un risultato negativo. Quindi, profilo basso e lavoro sul campo. Basta. Per l’altra domanda non c’è ripescaggio perché non è mai stato scartato. E’ ovvio che io da allenatore se ce l’ho tutti sono più contento. Poi mercoledì ho deciso di giocare con Ricky e Mauro e lasciare Diego in panchina, ma non è stata una bocciatura, ma una scelta tecnica.”
Inter TV: c’è il precedente della partita d’andata con l’Udinese. Approfittando che ci sono tutti i centrocampisti può essere una soluzione cambiare qualcosa delle ultime partite?
Strama: “Ho capito la domanda e hai ragione, osservandola da fuori ci potrebbero essere tutti gli ingredienti per essere la vittima perfetta per l’Udinese. Ma in questo anche l’intelligenza dell’allenatore e della squadra, e i ragazzi sono fondamentali nell’interpretazione… io credo sia giusto mantenere un’Inter propositiva che prova a fare la partita, e allo stesso tempo lavorare anche se c’è stato pochissimo tempo per non far mettere in campo all’Udinese le sue armi: ripartenze e attaccarci sui nostri errori o nei nostri spazi. Sognerei e spero di vedere un’Inter che mantiene la sua identità ma si è adeguata ai punti di forza dell’avversario. Poi tra quello che prepariamo e quello che avviene… ci passa molto…”
Tramontana: voi ragionate partita per partita, ma noi guardiamo i calendari. Avete quattro trasferte, è dura, ma due scontri diretti. E’ un vantaggio vincere gli scontri diretti?
Strama: “Per come è la mia mentalità sì, preferisco essere artefice del mio destino. Lavoriamo per vincere partita per partita, ma siamo dietro. Se davanti a noi non sbagliano niente, noi siamo fuori. ALlora se posso giocarmela preferisco essere artefice del mio destino. Poi accetteremo il verdetto del campo. Preferisco lo scontro diretto ad aspettare il risultato. Poi ovvio che ha coefficiente di difficoltà più alto.”
Corsport: la partita con al Roma ti ha dato un’idea su come affrontare l’Udinese?
Strama: “Certamente sì. Ci sono analogie come tipologie di gara. Per esempio la Roma con Osvaldo e Lamela che partivano da posizioni diverse avvicinandola a un 4-3-3 ci rende l’impostazione più simile. Poi ogni gara è diversa, però certo che ci ha dato indizi.”
Corsport: alla prima esperienza devi fare questa rincorsa anche nei confronti della ROma con cui hai un legame forte. Questa cosa ti da sensazioni particolari?
Strama: “Onestamente no. Poi in questo momento è una rivale per la CL come Lazio, Udinese, Napoli. Da un punto di vista del mio passato, sono stato lì sei anni, ma il mio presente è l’Inter e speriamo che sia il mio futuro.”
Corsport: è la più in forma delle rivali la Roma?
Strama: “Eh bella domadna. E’ un campionato equlibratissimo. Se me lo avessi chiesto martedì avrei dato risposte diverse. Quando la Roma riesce a esprimere il suo calcio fa cose molto buone, ma vale anche per Udinese, Napoli e Lazio. Però è un campionato molto equilibrato e bisogna ragionare partita per partita.”
SKY: che idea ti sei fatto del possibile ritorno di Leonardo?
Strama: “Qui ha fatto benissimo e ha un livello tecnico elevatissimo, quindi penso che dovunque vada farà benissimo. Per me è una problematica che vedo un po’ lontana. Onestamente.”
IC: hai detto durante la conferenza stampa che l’Inter deve avere la propria identità adattandosi agli avversari… è la summa del tuo calcio?
Strama: “Non credo agli integralismi, ma credo nelle idee. Quindi penso che dobbiamo mantenere la nostra idea di calcio, senza che questo ci arrechi un danno. L’Udinese ha caratteristiche che potrebbero essere letali su nostri errori e in questi giorni abbiamo lavorato su questo.”
IC: come consideri Faraoni, centrocampista esterno o terzino?
Strama: “Lui è un ragazzo che secondo me dà il meglio di sé o da terzino o in un centrocampo a quattro da laterale. Credo che per l’idea che mi sono fatto in questi giorni lui non abbia le caratteristiche per fare l’esterno di attacco. Ha un 1 vs 1 fatto di corsa, non di tecnica e quindi può ricoprire il ruolo di laterale basso o di centrocampo.”
IC: a Udine grande testa o grande cuore?
Strama: “A Udine preferirei vincere. E serviranno tutti e due.”
21 CONVOCATI
Portieri: 1 Julio Cesar, 12 Luca Castellazzi, 21 Paolo Orlandoni;
Difensori: 4 Javier Zanetti, 6 Lucio, 23 Andrea Ranocchia, 26 Cristian Chivu, 37 Davide Faraoni, 40 Juan Jesus, 55 Yuto Nagatomo;
Centrocampisti: 5 Dejan Stankovic, 11 Ricardo Alvarez, 14 Fredy Guarin, 17 Angelo Palombo, 18 Andrea Poli, 19 Esteban Cambiasso, 20 Joel Obi;
Attaccanti: 7 Giampaolo Pazzini, 9 Diego Forlan, 22 Diego Milito, 28 Mauro Zarate.
5 CONSIDERAZIONI SULLE PAROLE DI STRAMACCIONI
1- Pazzo è un complimento all’Inter, se lo ricordi mister, visto che crede alle idee
2- Secondo me qualche cambiamento tattico importante lo vedremo anche se il mister ha cercato di dissimulare.
3- Quando il mister parla di calcio mi si apre il cuore. Onestamente i suoi predecessori da questo punto di vista (anche solo lessicale) erano parecchio più sparagnini.
4- Unico problema, mister: non ci provare neanche a tirare la volata al riscatto di Zarate. Passi che ti serve adesso, ma a noi non serve in futuro.
5- Tutto bene, ma fino a che non lo vedo in campo, il “mantenere un’identità adattandosi agli avversari” mi ricorda un po’ troppo il “ma anche” di veltroniana memoria. Vade retro.
_NERO














