“Molti hanno chiesto di essere ceduti, Palacio ha anche avuto una situazione difficile coi tifosi a Novara dove ha preso degli sputi ed ha chiesto di partire. Non lo giustifico, dico la verità. Tanti hanno chiesto di partire, è già stato ceduto all’Inter che lo seguiva da due anni. E’ stata un’occasione per entrambe le società e credo che anche il ragazzo sia felice, ha raddoppiato lo stipendio. Le strette di mano e l’accordo ci sono, il problema non esiste più. Solo per soldi? L’Inter ha giocatori importanti, abbiamo fatto il primo accordo e poi ci siederemo per il successivo e potremo anche scambiarci delle pedine” ENRICO PREZIOSI
Come ai bei tempi.
Il direttore sportivo ombra Capozucca e il presidente ombra Preziosi hanno annunciato il primo vero colpo del mercato nerazzurro: Rodrigo Palacio è dell’Inter a titolo definitivo, mancano solo le visite mediche e le firme sui contratti, puri adempimenti formali.
Parlare di cifre è inutile e fuorviante, considerato lo storico degli scambi tra i due club in cui di cash, in proporzione al numero e al valore delle operazioni, ne è uscito poco.
Poichè Mattia Destro, dopo che Siena e Genoa troveranno un accordo su riscatto e controriscatto (i rossoblù vorrebbero inserire qualche giovane, i toscani preferiscono i contanti), prenderà verosimilmente la strada della Milano nerazzurra, è ovvio che le due valutazioni dovranno essere analizzate complessivamente, come avvenne per Milito e Motta, addirittura a bilancio per poco meno di 40 milioni di euro.
Dopo la conferma di Guarin nel disastrato centrocampo, l’argentino è il primo rinforzo di un reparto che parimenti è quasi interamente da ricostruire. E farlo con chi conosce bene la serie A, è calciatore completo che segna e sa muoversi senza palla, guadagna tra i 2 e i 2,5 milioni, è integro e iper motivato per l’occasione della vita, è una operazione sensata e logica.
Non si tratta di un fuoriclasse, ma di fuoriclasse nel nostro attacco non ce ne sono più se escludiamo Milito che dopo il picco del 2010 non si è comunque confermato sui livelli di un Rooney o di un Ronaldo che gli valsero un ingaggio da oltre 5 milioni netti e Sneijder che realisticamente, se arriverà una offerta congrua per lui e per noi entro agosto, sarà ceduto come sono stati ceduti in serie Ibrahimovic, Balotelli, Eto’o, Motta e ora Lucio.
Se Stramaccioni ha più volte ricordato come la sua idea di calcio preveda 3 calciatori offensivi contemporaneamente in campo (schierabili in vari modi, non necessariamente in un 433), notiamo come i nerazzurri debbano scovare sul mercato almeno due altre pedine per completarlo perchè molti di quelli che sono ancora a libro paga nelle intenzioni societarie dovranno essere ceduti.
Diego Forlan non è più riproponibile dopo le mancanze professionali, il rendimento pessimo e una forma fisica mai ritrovata.
Giampaolo Pazzini non resterà un altro anno a fare la riserva di Milito e, sebbene non possa beneficiare della vetrina degli Europei, ha ancora un buon mercato sia in Italia in club medio grandi e all’estero.
Luc Castaignos non è pronto per la serie A, Strama dixit, e sarà ceduto in prestito se non a titolo definitivo.
Goran Pandev non ha intenzione di tornare e con quell’ingaggio monstre da 3,5 milioni netti è completamente fuori budget per la nostra filosofia.
Mauro Zarate non sarà riscattato e lo stesso prestito oneroso a 2,8 milioni netti si è rivelato antieconomico e inutile sotto il profilo sportivo.
Restano poi Rickardito Alvarez e Philippe Coutinho che punte non sono, ma che verosimilmente saranno schierate nel tridente offensivo. Anche se è prematuro pensare a una loro doppia permanenza, visto che ipotizzare quali e quanti spazi avranno e soprattutto quali opportunità di mercato si apriranno nei prossimi mesi è puro esercizio dialettico.
In questo scenario, in cui Milito e Sneijder sono le uniche garanzie con l’incognita dell’età per il primo e del mercato per il secondo, davvero non serve Palacio per centrare il terzo posto in campionato?
Non basta neppure Destro. ad essere realisti: Branca e Ausilio infatti cercano un altro esterno, la cui dimensione dipende appunto dalla permanenza o meno di Wesley, anche se i tempi saranno inevitabilmente lunghi e condizionati dagli Europei. E, come scritto stamane, se Lavezzi vorrà davvero abbracciare Milano, rifiuti ogni altra destinazione, non sarà il milione di euro che prenderebbe in più a Parigi a cambiargli la vita.
I tempi in cui Crespo, Cruz e Balotelli scaldavano la panchina sono lontani e, sebbene faccia male sentirselo dire, riguardano anni in cui avevamo altre disponibilità economiche e altre ambizioni. Ma in Italia, Ibrahimovic e Jovetic a parte, non ci sono neppure attaccanti migliori della dupla Principe e don Rodrigo.
I bravi del gol.
SIMONE NICOLETTI
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















