1- L’ENTUSIASMO DEI TIFOSI INDONESIANI. Travolgente, genuino, contagioso, semplice: il tifo per l’Inter in Indonesia è stato tutto questo e anche di più. Dopo una stagione deludente, comunque senza alcuna contestazione del pubblico (accorso invece in gran numero alla Pinetina per l’ultimo allenamento), i nostri fanno il pieno di applausi, cori, entusiasmo in una cornice unica.
2- I SOLDI INCASSATI E LA VALORIZZAZIONE DEL MARCHIO. 2,5 milioni di euro, l’ospitalità e la perfetta organizzazione locale che ha visto i nostri addirittura partecipare in famose trasmissioni tv e a lodevoli iniziative di solidarietà. Ottimo il lavoro preparatorio di Paolillo e soprattutto di De Vivo, il nuovo responsabile commerciale che porta a casa alcuni contratti economici e fa per il brand Inter negli ultimi mesi molto di più di quello che (non) è stato fatto da chi l’ha preceduto con una rosa da Triplete e un volano come Mourinho.
3- COUTINHO PRONTO. La personalità non gli è mai mancata, neppure disciplina tattica, classe e tecnica. I dubbi riguardavano quasi esclusivamente il fisico, la continuità e la collocazione in campo. E’ tornato dalla Liga più irrobustito, più convinto dei propri mezzi, più potente nelle conclusioni e più resistente ai contrasti. Bene farà l’Inter a tapparsi le orecchie per le sirene tentatrici dall’Italia e dall’estero e concedergli spazio e fiducia nella prossima annata (sperando che non debba saltare la preparazione causa Olimpiadi).
4- L’IMPORTANZA DEI PRESTITI. Coutinho, ma anche Jonathan, tornato da Parma decisamente più in palla, determinato e fisicamente rigenerato. Peccato non aver potuto testare 6 mesi anche Castaignos lontano da Milano, ma non certo per colpa nostra. Se un giovane non trova l’ambiente ideale per imporsi, meglio mandarlo altrove (anche e soprattutto all’estero dove non hanno paura di lanciarli) e non fargli perdere confidenza con il campo. Ho il dubbio che un annetto con l’ex maestro Ventura farebbe bene anche a Ranocchia…
5- LONGO DA NON SACRIFICARE. Non ha il talento naturale di un Balotelli o di un Destro, forse neppure la potenza di un Castaignos. Ma Longo conferma di avere movimenti e intelligenza da punta che può mirare in un paio di anni ad essere titolare in una squadra di A, ripetendo la carriera di Mattia. Deve imparare ad essere più lucido e freddo in zona gol, però le doti ci sono. Peccato averne perso il controllo della metà con il Genoa. E mi fermo qui…
6- LE INCERTEZZE DIFENSIVE. Abbiamo concesso occasioni anche alle rappresentative indonesiane e non solo per ringraziarle dell’ospitalità. La difesa e la protezione del reparto da parte dei centrocampisti restano il problema più pressante da risolvere sul mercato. Guarin non basta e neppure bastano due riserve in ruoli chiave come quello del centrale difensivo e del vertice basso della mediana.
7- LA SERIETA’ DI STRAMACCIONI. Che sia il Milan o la Selezione della Lega indonesiana il mister affronta ogni impegno con serietà, preparazione, attenzione ai particolari. Sfrutta bene la tournee per testare i giovani, trovare una collocazione a Cou, scoprire Jonathan, far tornare il sorriso a Pazzini, regalare l’ultima passerella a Orlandoni e Cordoba. E anche un Palombo che sa che lascerà Milano, ci mette impegno e grinta. Bravo mister, ci vediamo a luglio.
8- MAICON INARRIVABILE COME TERZINO. Interessanti le sovrapposizioni con Jonathan, sempre uno spettacolo vederlo affondare con personalità sulla fascia, concludere, stoppare al volo e crossare. Non lo scambierei con De Jong, non accetterei una offerta al ribasso, probabilmente gli rinnoverei il contratto a cifre dimezzate e proverei a costruirgli attorno una nuova grande Inter.
9- I GOL DI PAZZINI. Chissà se saranno gli ultimi in nerazzurro. A sentire lui intende restare a Milano a giocarsi le sue chances e a riscattare una stagione pessima dopo i fuochi d’artificio della seconda metà di quella scorsa. Appariva nervoso anche in queste amichevoli, segnale che la serenità e forse la condizione fisica non sono mai state ritrovate, nonostante spogliatoio e ambiente in generale non gli abbiano mai fatto mancare il proprio supporto. Difficile immaginarlo come riserva o come centravanti ideale per Stramaccioni, ma sarà difficile anche cederlo senza fare una minusvalenza in bilancio. Un bel rompicapo, per lui e per noi.
10- LA NOSTALGIA PER LA STAGIONE CHE SI E’ CONCLUSA. Quando finisce una stagione, sia stata indimenticabile o decisamente dimenticabile come l’ultima, già vorrei essere al primo giorno di raduno della nuova. Nonostante tutto, la passione non diminuisce e ora dovremo resistere una quarantina di giorni senza la nostra Inter. Per fortuna che c’è l’Europeo, anche se il trasporto per i nostri colori non sarà mai pari a quello per gli azzurri.
SIMONE NICOLETTI
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















