Il nuovo stadio dell’Inter e la trappola di Galliani

Posted 05/06/2012 15:57 by with 1134 comments

“Costruire un nuovo stadio? E’ un progetto estremamente interessante. Credo che faremo qualcosa di interessante, ma dobbiamo valutare certe cose, fare in modo che tutto torni. Si parla di un progetto importante, ma anche molto oneroso. Dobbiamo essere attenti, prendere in considerazione tutti gli aspetti con estrema attenzione. Malgrado in Italia non sia facilissimo costruire uno stadio, credo che sia un passo fondamentale, una cosa abbastanza necessaria per i club almeno sotto due punti di vista. Uno stadio di proprietà consente importanti ritorni economici, introiti che in questa fase dell’economia mondiale sono utilissimi. Quel che è successo alle società inglesi è sotto gli occhi di tutti. Un nuovo impianto è però un valore aggiunto anche per i tifosi. Capisco il legame con lo stadio dove abbiamo giocato per anni, ma avere una propria casa la considero una forma di rispetto per i tifosi. C’è stata una accelerazione nel progetto? Sì, stiamo andando avanti  leggermente più decisi rispetto al passato. Tempi di realizzazione? Se si decide di partire, il tutto potrebbe non essere neppure lontanissimo, l’importante è che non ve lo aspettiate domani. Se tutti i riscontri saranno positivi, a breve potrebbero esserci novità. Il mio viaggio in Cina? Diciamo che può essere legato a questo discorso. La China Railway Construction Corporation mi ha invitato perchè ci potrebbe essere un interesse loro a costruirci lo stadio. Vediamo quel che succederà. L’arrivo del dg Fassone un segnale che va in questa direzione? Non lo abbiamo preso solo per questo, ma certo è stato uno dei fattori per cui lo abbiamo scelto” MASSIMO MORATTI – CORRIERE DELLO SPORT

Il segnale che aspettavamo è arrivato.

Guardiola? Messi? Ronaldo? Jovetic? Robben? Fabregas? Schwiensteiger?

Meglio. Meglio di loro? Meglio.

Perchè l’annuncio dell’intenzione di costruire un nuovo impianto (non aspettando la legge statale che pure arriverà) è, pur nel tipico linguaggio dubitativo morattese che tanto amiamo (o detestiamo, a volte sono sentimenti paritetici), la grande novità e la prima inversione di tendenza dal maggio 2010 a questa parte quando si è imboccata, per necessità o per incapacità, la progressiva depauperazione del patrimonio tecnico e sportivo della squadra neo campione d’Europa.

Avere un impianto di proprietà, dando per scontato di saperlo progettare, gestire e promuovere (e l’arrivo di un esperto in materia come Fassone è una garanzia), è la base per moltiplicare gli incassi commerciali, per dare solidità economica e finanziaria al club, per avere un orizzonte temporale nel medio-lungo periodo di competitività, non solo dentro i confini nazionali, per dare ai tifosi un ulteriore senso di appartenenza a questi colori.

Come più volte scritto, non poteva che essere Massimo Moratti il cardine attorno al quale sviluppare un progetto così ambizioso, sia perchè il presidente non intende privarsi della maggioranza delle azioni, sia perchè in giro non c’è nessuno disposto ad infilarsi nel marasma burocratico e legislativo di questo Paese senza un partner locale affidabile e garante della situazione.

Il Leader Maximo ha parlato di svolta, di accelerazione, di maggiore decisione, di notizie in tempi brevi, di riscontri e modalità da approfondire. C’è molta sostanza, molto arrosto e, per una volta, poco fumo (come quello che potrebbe riguardare il passaggio dell’intervista sulla stella in attacco da acquistare, troppi i precedenti contrari per credere ciecamente che alle parole seguiranno sicuramente i fatti).

Da capire se si ricorrerà al finanziamento di una banca, se il partner straniero entrerà nel capitale azionario e con quale percentuale (come finora ipotizzato), se il terreno sarà nel perimetro comunale o meno.

Dettagli non di poco conto, anche se poco importa se fino al 2015-2016 almeno dovremo restare a San Siro per onorare il contratto di affitto con il Comune di Milano che da sempre alza paletti sostanziali e formali per impedire alle società meneghine di costruirsi un proprio impianto e veder sfumare il ricco canone di locazione, nonchè di far gravare su altri le spese di ordinaria amministrazione e ammodernamento.

L’importante è aver compreso, capito, approfondito le tante consulenze, riunioni, studi di fattibilità e viaggi, l’importante è aver deciso di prendere una direzione ben precisa che ci proietta di colpo nel futuro dopo anni di presente che era già il passato rispetto alle realtà inglesi, spagnole e tedesche.

Abbandonare San Siro non sarà facile, lasciarlo ai rossoneri ancora meno.

Galliani, commentando l’intervista di Moratti, ha subito ricordato che il Milan è pronto ad eleggere il Meazza come proprio stadio, contando sugli interventi di riqualificazione dell’area per l’Expo (metropolitana in particolare) e sulla ristrutturazione necessaria per ospitare la finale di Champions League nel 2016.

Il suo piano diabolico è far pagare a contribuenti e per metà all’Inter quelle opere, per poi andare a trattare con il Comune da una posizione di forza, come unico interlocutore, avendo, se non la proprietà, la concessione di gestione e sfruttamento economico dell’area, magari per 99 anni come fatto dalla Juve, con agevolazioni e prezzi al di sotto del valore di mercato.

L’Inter, i tifosi nerazzurri e i milanesi, dovrano vigilare affinchè non si compia l’ennesimo furto legalizzato proprio del sistema berlusconiano. Meglio prepararci per tempo e sollevare un processo alle intenzioni che restare sorpresi quando accadrà davvero e non sarà possibile fare alcunchè.

Come accaduto ai tempi di Moggi, Giraudo, Agnelli e del sindaco Chiamparino a Torino. Dove chiamarsi Agnelli e possedere la Fiat forse fa ancora la differenza.

 

SIMONE NICOLETTI

 

Complimenti ad Andrea Ramazzotti del Corriere dello Sport per lo scoop giornalistico, preparato con l’articolo di lunedì e confermato con l’intervista di Moratti il giorno successivo. Il tutto mentre la Gazzetta dello Sport scriveva di Inter interessata ad Handanovic (sic…)

Complimenti a Daniele Mari di FcInter1908 per la capacità di scovare per primo in Italia (facendo ricerche persistenti sui motori di ricerca, attività noiosa e ripetitiva) la foto dell’incontro segreto tra Moratti e il presidente di China Railways Construnction Corporation.

Complimenti ancora maggiori a chi, come il sottoscritto per FabbricaInter, aveva anticipato il tutto con i seguenti post, suscitando la forse doverose reazione ufficiale dell’amministratore delegato dell’Inter, ma dai toni alquanto irrispettosi della professionalità altrui:

 

QUANDO E COME L’INTER LASCERA’ SAN SIRO” 20 aprile 2012

“L’INTER, COME IL MILAN, A CACCIA DI CAPITALI STRANIERI” 11 maggio 2012

 

Perdono chi, per invidia o per inesperienza o per avventatezza giovanile, aveva scritto che fossero tutte balle. Sia di lezione per il futuro.

 

“L’attesa è una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio” Sören Kierkegaard

Simone Nicoletti
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Interista dalla nascita per destino e discendenza. Giornalista nell'anima, fondatore di Iostoconmancini e di FabbricaInter.
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