Tutti i media sportivi nella serata di ieri hanno dato la notizia della trattativa praticamente conclusa per il passaggio dei centrocampisti Mauricio Isla e Kwadwo Asamoah dall’Udinese alla Juventus per una valutazione complessiva di 30 milioni di euro che, almeno per la prossima stagione, avverebbe con la formula della comproprietà per entrambi.
La fonte è quella della dirigenza juventina che l’ha comunicata primariamente a Tuttosport, mentre i vertici friulani, sia con il presidente Pozzo che con il ds Larini, hanno prudentemente ammesso che le negoziazioni sono avanzate ma non in dirittura d’arrivo. E non potrebbe essere diversamente perchè mancano gli accordi per gli ingaggi con i calciatori.
E se per il ghanese non ci saranno problemi di sorta, vedremo se il cileno si metterà di traverso dopo aver sbandierato la sua preferenza nerazzurra. Terrà duro oppure farà come l’ex compagno e connazionale Sanchez che virò repentinamente verso il Barca in estate dopo aver dato la propria parola all’Inter nell’inverno precedente?
Onestamente la prospettiva di fare la Champions, la presenza di Vidal, la stima di Conte ed emolumenti tra i 2 e i 2,5 milioni rischiano di far pendere la bilancia verso Torino.
Che il duttile interno/terzino destro, considerato da Branca un potenziale erede di Zanetti e Maicon, sia stato seguito e corteggiato dalla nostra società negl i ultimi 6-8 mesi non è un mistero. Così come che siano state approcciate trattative con Pozzo, senza però aderire alla sua richiesta di 15 milioni cash o di inserire come contropartite tecniche Coutinho o Castaignos o Duncan. Con il Colosso ancora in rosa e con il riscatto di Guarin, il buon Mauricio non era più una priorità nè una necessità impellente, tanto più a quelle cifre in contanti.
Marotta e Paratici (non nuovi a questo tipo di operazioni doppie con i friulani) hanno più libertà di manovra, anche economica, e hanno gli introiti della massima competizione continentale che noi abbiamo scelleratamente perso dopo questa disgraziata stagione. Se ricordiamo anche l’aumento di capitale da 120 milioni di un anno fa e l’asset stadio che ha moltiplicato le entrate commerciali, dobbiamo purtroppo accettare di cedere il passo a chi oggi ha più disponibilità e meno lacciuoli di bilancio di noi.
Poco male perchè ad esempio, secondo molti addetti ai lavori, quel che avrebbe potuto garantire Asamoah, altro pallino del Direttore, è nelle corde di Alfred Duncan, il prospetto del vivaio già pronto per entrare nelle rotazioni che Stramaccioni intende lanciare. E Joel Obi ha già dato qualche segnale di crescita, pur non avendo ancora completato il suo percorso di disciplina tattica e tecnica.
Meglio destinare il poco budget per un altro centrocampista (a meno che si riesca a vendere bene chi è in lista di sbarco…) a chi ha caratteristiche diverse, per certi versi sovrapponibili allo Stankovic che abbiam visto disimpegnarsi con classe e abnegazione davanti alla difesa. Verratti? Poco probabile immaginare di investire 10 milioni su chi giocherà altrove e preferisce altre destinazioni.
Nel frattempo in mezzo dopo il colombiano si punterà al termine dei playoff di B a riprendere in mano il discorso Poli con la Sampdoria.
La Juve migliora sensibilmente la profondità e la qualità della sua panchina in vista del doppio impegno, noi dobbiamo ripartire da zero, ringiovanire e centrare come obiettivo prioritario il terzo posto. Buttare 30 milioni per questi due elementi, sicuramente validi, sicuramente all’altezza, ma altrettanto sicuramente non campioni, sarebbe stato deleterio per le nostre casse e strategicamente errato.
SIMONE NICOLETTI
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















