Se ti chiami Inter ed hai un calciatore in comproprietà con Zamparini, Emiliano Viviano, nonchè un interesse per un suo compagno, Matias Silvestre, interamente di proprietà dei rosanero, sai bene che ti dovrai preparare ad un estenuante braccio di ferro, non privo di trappole e colpi di scena.
Ce lo immaginavano già dallo scorso gennaio quando Preziosi girò la sua metà del cartellino al Palermo (ottenendo una plusvalenza di 1 milione dopo 6 mesi di infortunio!) per ottenere il cash da girare al Milan per alzare la sua offerta per Tevez.
Il management nerazzurro si era cautelato, tenendosi un diritto di riscatto e rinviando di fatto ogni decisione sulla risoluzione dell’affare all’estate 2013, quando nei programmi Julio Cesar sarebbe dovuto tornare in Brasile. Ma se non eserciti quel diritto e se hai intenzione immediatamente di monetizzare il cartellino dell’ex Brescia, Bologna e Genoa, anzi di offrirlo alla controparte per mettere le mani sul sostituto di Lucio (sconfessando quel che avevi previsto pochi mesi prima con il rinnovo a 3,5 milioni fino al 2014), ti consegni ai ricatti del presidente del Palermo.
Ieri è stata una giornata campale.
Prima il neo direttore Perinetti ha incontrato il procuratore dell’ex portiere della Nazionale, poi ha ascoltato una prima proposta di Branca, ritenuta insufficiente, di 4 milioni cash più la seconda metà di Viviano, ed infine, fiutata l’asta per il suo difensore argentino in virtù dell’addio di Thiago Silva, ne ha alzato la quotazione a 15 milioni e nel frattempo annunciato che sarà il “novarese” Ujkani a difendere la porta dei rosanero nel 2012-2013.
Duplice lo scopo: ridimensionare l’importanza del buon Emiliano e ottenere almeno il doppio, se non di più, da Moratti come cash.
Reduce da una seconda parte di annata comprensibilmente condita da alti e bassi dopo l’operazione al crociato, le sue quotazioni sono calate a tal punto che nè Inter nè Palermo sembrano disposte a puntare forte su di lui. E dire che quando Buffon era l’ombra del fuoriclasse che è, tutti giuravano sulla sua crescita e sulla sua affermazione in Nazionale, tanto che il Bologna ne valutava la metà addirittura 10 milioni di euro.
I progressi erano evidenti a tutti, quel ragazzino promettente ma insicuro nelle prese e che spesso cadeva in qualche grossolano errore, era diventato grande e una realtà del nostro calcio.
Un anno fa, era ad un passo dalla Roma senza il famoso errore nelle buste del dirigente felsineo che ci consegnò per poco più di 4 milioni un elemento che noi non consideravamo più prioritario e di cui eravamo pronti a disfarci, prima del k.o. nel ritiro estivo che aspettava solo di abbandonare per iniziare una nuova avventura.
Solo Daniele Pradè, ex giallorosso e ora dirigente della Fiorentina, la sua squadra del cuore, è pronto a lanciargli un salvagente per risalire la corrente. Ma fino a quando non avrà capito come finirà il braccio di ferro tra i due club aspetterà pazientemente sulla riva del fiume.
Impossibile fare pronostici, se ti chiami Inter e hai a che fare con Zamparini.
SIMONE NICOLETTI
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















