Ama la Juve (tanto quanto Lecce, il Bari, l’Arezzo, l’Atalanta no ed è cordialmente ricambiato e odiato), ma solo ora Antonio Conte può definirsi uno juventino vero.
Non perchè ha vinto uno scudetto sul campo, come allenatore, grazie al suicidio del Milan e l’abdicazione dell’Inter di Moratti, ma perchè da ieri il capitano della squadra prescritta per il doping e condannata alla retrocessione per il sistema Moggi che con la complicità degli Agnelli era un sistema Juventus,è anche ufficialmente deferito nel filone giudiziario del calcioscommesse. Lui e il resto del suo staff storico che l’ha seguito a Torino.
Finalmente le storie personali dell’allenatore e della società sono indissolubilmente legate da vicende negative, contrarie a ogni valore etico alla base di qualsiasi sport.
Non hanno creduto alla patetica e disperata linea difensiva dei suoi avvocati che le accuse del pentito Carobbio, ritenuto totalmente e fondatamente credibile nelle sue deposizioni, siano state pilotate e condizionate da uno screzio per un permesso negato per stare con la moglie ai tempi del Siena.
Una doppia omessa denuncia per aver saputo della combine organizzata da altri ma non averla denunciata alle autorità competenti (ma è possibile che un allenatore del carisma e dell’importanza di Conte abbia avuto un ruolo così marginale nella vicenda?) potrebbe costargli solo qualche mese di stop, scontato anche nel periodo in cui il calcio è in vacanza. Specie se patteggiasse, ossia ammettesse colpe che ha sempre negato di avere.
Mi chiedo in questo caso come il giovin Agnelli e i suoi tifosi (e soprattutto la Uefa) potrebbero accettare di avere sulla panchina dei campioni d’Italia un condannato dalla giustizia sportiva perchè a conoscenza di una combine, ossia del reato più inaccettabile e esecrabile in assoluto nel nostro ambito.
Riuscirebbero anche stavolta a gridare al complotto e ad incolpare Tronchetti Provera e Moratti? Possibile, probabile, d’altronde per loro la vittoria è l’unica cosa che conta, ce l’hanno pure scritto sulla maglia. Come raggiungerla è sempre contato poco, anzi se potessero vorrebbero anche la stella dei più furbi (nell’accezione negativa tipicamente italiana).
Saranno trenta, anche trentacinque, ma non c’è successo senza ombre nella vostra bacheca o senza personaggi discutibili in campo e fuori. Lo dice la storia e la tradizione di questo club di cui Conte è un degno rappresentante.
SIMONE NICOLETTI
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















