Alla vigilia di Inter-Roma, per la seconda giornata del campionato di Serie A 2012/2013, Andrea Stramaccioni è chiamato a rispondere alle domande dei giornalisti, anche per fare un bilancio sul mercato e sui sorteggi di Europa League.
21 CONVOCATI
Portieri: 12 Castellazzi, 27 Belec, 32 Cincilla;
Difensori: 4 Zanetti, 6 Silvestre, 23 Ranocchia, 25 Samuel, 40 Juan Jesus, 42 Jonathan, 55 Nagatomo;
Centrocampisti: 10 Sneijder, 14 Guarin, 19 Cambiasso, 21 Gargano, 31 Pereira, 41 Duncan;
Attaccanti: 7 Coutinho, 8 Palacio, 22 Milito, 88 Livaja, 99 Cassano.
LE PAROLE DI ANDREA STRAMACCIONI
IC: Buon giorno mister, oltre 40mila persone sia contro Hajduk che contro Vaslui. Pubblico e squadra rispondono presente, con una prestazione di carattere. QUanto ha influito sulla prestazione il contributo del pubblico?
Strama: “A noi ci ha aiutato tantissimo che il pubblico ci abbia compreso e aiutato quando la partita si è messa un po’ male per un episodio. Ci sono stati un paio di palloni sradicati da Guarin che sono stati sradicati da 40mila persone. Speriamo di continuare a dare al nostro pubblico soddisfazioni, perché l’ho già detto questo pubblico vuole fatti, non parole.”
Per Stramaccioni è una rivincita contro la Roma?
Strama: “No, ma de che… Io se sono all’Inter è soprattutto grazie ai sei anni con l’AS Roma. Se sono diventato un professionista lo sono diventato sui campi di Trigoria, ho imparato tutto lì. Quando sono andato via ero triste, sono un ragazzo semplice. Poi si è aperta una nuova fase della mia vita e questa città e questa società mi hanno accolto. Rivincita zero. Voglia di vincere tanta, ma perché siamo l’Inter ed è giusto così.”
Voto al mercato dell’Inter?
Strama: “Io penso che l’Inter abbia costruito e gettato le basi per un’Inter che vuole tornare grande. Certo ci sono scappati alcuni colpi, Lucas o Lavezzi, ma abbiamo lavorato con acume. Abbiamo ridotto il monte ingaggi di 40 mln a fronte di un passivo di 10-15 mln nel mercato. E’ un mercato molto intelligente, senza colpi eccezionali, ma che ha gettato basi importanti.”
Lei ormai di prime volte ne ha messe in cantiere un po’. C’è qualcosa che non aveva messo in preventivo nella sua avventura all’Inter?
Strama: “Bella domanda, avrei forse bisogno di un po’ di tempo per rispondere. Io sono stato inserito in un mondo, in una sorta di grande frullatore in maniera anticipata, e quindi molte cose sto cercando di impararle vivendole. E’ normale che una cosa che mi manca sicuramente è l’esperienza. Sto cercando di acquisirne alla velocità della luce da tutto: dai miei colleghi, dai miei calciatori, dalle partite, dagli avversari, da tutto.”
Da Zeman cosa sta imparando?
Strama: “Quando ha cominciato ad allenare io non ero neanche nato. E’ del ’47 come mio padre. Il mister per uno come me rappresenta un intero modo di fare calcio. Io gliel’ho detto dal vivo, lo ammiro tantissimo. Lui non si può imitare perché è lui: ha un suo modo di proporre calcio, integralista, la vive come una fede, ed è così. Detto questo domani proveremo a batterlo.”
Sei più preoccupato o stimolato da questo confronto? Ed è meglio affrontare la Roma adesso o tra un po’ quando sarà rodata?
Strama: “Io penso che domani arriverà a San Siro una grande squadra con grandi giocatori e un grande mister, affrontiamo la Roma, non Zeman. Detto questo è il primo scontro diretto, e abbiamo tanta voglia di misurarci con una grande squadra, anche se il risultato di domani non determinerà nulla nel campionato. Noi proveremo dal primo all’ultimo minuto a vincere la partita: avremo di fronte una grande squadra, ma lo siamo altrettanto.”
In cosa puoi essere paragonato a Zeman? E poi cosa ne pensi del suo essere anti-juventino?
Strama: “L’unico paragone è che anche lui, che ha l’età di mio padre, ha un figlio che si chiama Andrea. Il mister è il mister. Sull’anti-juventino, chiedete a lui. Io sono pro-interista.”
Sul mercato, sono andati via Lucio, JC, Maicon, gente con grande carisma. A centrocampo idem forse manca un leader. La squadra secondo te è completa?
Strama: “Allora, io lo dico con sincerità: a parte Milito non abbiamo una prima punta vera e propria e non vi nego che abbiamo provato a prendere qualche giocatore funzionale in questo senso. Ma nel momento in cui sono sfumati gli obiettivi che corrispondevano alle idee dell’allenatore e della società, io ho rifiutato delle alternative d’occasione che non fossero funzionali al nostro modo di stare in campo. E’ stato un anno zero, un giro di boa. Sono andati via 13 giocatori, ne sono arrivati 8, 9 con Guarin. E’ stato abbattuto il monte ingaggi, 40 mln lordi in meno. Tutto nella linea guida tracciata dal Presidente. E’ un mercato intelligente che getta delle basi. Poi dovrà parlare il campo.”
Non manca un leader in difesa?
Strama: “Io ho visto un ottimo Andrea Ranocchia. Io penso che possa diventare il futuro leader di questa difesa. Ma parla il campo: ci sono Samuel, Chivu, che non devono dimostrare niente dato che hanno vinto tutto. Io poi tra le nuove leve dico che Andrea può diventare un leader. Poi se sarà così parlerà il campo.”
Incroci Totti per la prima volta da avversario, che sensazioni avrai a trovartelo da avversario?
Strama: “Particolare. Parliamo della partita, ma per me non sarà una partita come le altre, è normale. Non devo pubblicizzare troppo certe cose, ma per me i legami personali sono importanti e le amicizie sono importanti in generale. Domani conta Inter-Roma e noi dobbiamo essere pronti a fare risultato in una partita importante contro una grande squadra.”
Visto che non è arrivato il vice Milito, ci saranno occasioni in più per Marko Livaja, magari preferito a Longo anche?
Strama: “No, il punto è che Marko ha un anno in meno e può mettere minuti nel campionato Primavera, al contrario di Longo. Poi io penso che Samuele abbia bisogno di un minutaggio più completo per dare il suo contributo, mentre Marko può dire la sua anche in 15-30 minuti come ha già fatto.”
Chi può rientrare? Handanovic?
Strama: “Io non voglio rischiare che giocatori giochino per poi infortunarsi più gravemente. Fortunatamente c’è la sosta così da poter accelerare il recupero di tutti gli infortunati: Mudi, Handanovic, Alvarez, Chivu. Pereira sta bene, è pronto nel momento in cui sarà chiamato in causa.”
Quanto sei contento di andare a Baku tre giorni prima del derby?
Strama: “E’ l’Europa League, lo sapevamo. Dovremo organizzarci bene. L’Inter e io abbiamo tutta l’intenzione di onorare questa competizione, ma dobbiamo stare molto attenti alla gestione di queste trasferte. Spero di arrivare con il numero più alto di giocatori possibile così da poter gestire le partite. Non siamo stati fortunati logisticamente, ma va bene così.”
Tutti parliamo di anti-juve, ed è chiaro che questa è solo la seconda giornata, ma questa partita può dare indicazioni?
Strama: “Possiamo trarre alcuni indizi. Il precampionato e il campionato ci hanno detto che la Juventus ha più certezze, di squadra. Io ho più cammino da fare e la partita di domani è un test importante, ma è troppo presto: un risultato positivo non ci lancerebbe, né uno negativo ci affosserebbe. Noi siamo al lavoro per cercare la condizione, anche perché siamo una delle squadre che ha cambiato più di tutte, e questo si paga in termini di continuità di risultati.”
IC: hai a caso una maglia di Falcao o di Totti?
Strama: “S’è persa la generazione di Bruno Conti. E tra queste forse è quella che devo ringraziare di più. Se sono qui oggi è grazie anche agli insegnamenti di Conti e all’esperienza che ho fatto con la ROma. Altrimenti non sarei qui.”
IC: cosa ti ha fatto più impressione dell’Inter finora?
Strama: “La nostra fase di possesso palla è ottima. Giochiamo un bel calcio, si vede che abbiamo la nostra idea di gioco definita. E’ un buon inizio.”
IC: sei riuscito a ritrasmettere entusiasmo a quest’Inter, come hai fatto?
Strama: “La mentalità vincente è dentro un calciatore. Un allenatore può stimolarla, ma ce l’ha il calciatore. Uno dei parametri che abbiamo usato per scegliere chi comprare nel mercato, ed è rimasto chi aveva ancora voglia di vincere con questa maglia.”
5 CONSIDERAZIONI SULLE PAROLE DEL MISTER
1- Peccato che le domande tecniche siano sempre troppo poche: quando parli di calcio è musica per me. Se ci spiegassi le scelte fatte come hai fatto per la situazione di Livaja e Longo i tifosi penserebbero che l’Inter li tratta come adulti e non come bambocci o utili idioti.
2- Apprezzo l’onestà e la diplomazia: e sono contento che tu abbia detto no a giocatori di ripiego che non ci servivano a questo punto.
3- Detto questo non ho capito come giochiamo domani. Ah, già, non te l’ha chiesto nessuno.
4- Mister, bello sentire che anche tu adori il santo turnover. E’ una delle nostre poche chance.
5- Bello anche vedere che nel calcio esistono ancora persone leali, che non devono sputare sulla maglia con cui sono cresciuti solo perché adesso hanno abbracciato i colori di un’altra avventura. Tanta, troppa gente nel calcio che vediamo tutti i giorni dovrebbe imparare da te. Grazie mille. Forza ragazzi!
_NERO














