La Gazzetta dello Sport, come ogni anno a settembre durante la sosta, ha pubblicato una tabella riepilogativa con tutti gli ingaggi dei calciatori di serie A.
Un ottimo lavoro per avere parametri di riferimento per giudicare la politica economica e la strategia sportiva dei club nostrani, salvo ricordare come sia di fatto impossibile sapere a priori (ed in alcuni casi in assoluto, non trattandosi per la stragrande maggioranza di società per azioni quotate) quanto realmente guadagneranno i professionisti al termine della stagione.
La colpa è di quella foresta spesso inestricabile di bonus, personali e collettivi, tendenti a pagare una sempre minore quota di emolumenti fissi legando quella flessibile ad altri introiti e agganciandola in qualche modo alle prestazioni, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.
Prima di concentrarci sull’Inter, è possibile compiere alcune valutazioni di carattere generale per inquadrare la situazione della serie A, sempre meno competitiva con i principali campionati europei non solo nei club di medio basso lignaggio ma anche e soprattutto per quanto riguarda i più blasonati che, salvo pochi casi legati più che altro a contratti stipulati in un’altra epoca storica o ai pochissimi fuoriclasse rimasti, puntano ormai su elementi dall’ingaggio inferiore ai 3 milioni di euro ((motivo per cui da Germania, Spagna e Inghilterra non arriva più nessuno).
Superiori a quella cifra oggi ci sono:
JUVENTUS: Buffon (6 milioni), Pirlo (3,5-4), Chiellini-Iaquinta-Marchisio (3)
MILAN: Mexes-Pato-Robinho (4), Montolivo (3-3,5), De Jong (3)
NAPOLI: Cavani (4,5-5)
ROMA: De Rossi (6), Totti (5)
INTER: Sneijder (5,5-6), Milito (4,5-5), Cambiasso (4), Cassano-Stankovic-Zanetti (attorno ai 3)
Quando Galliani sostiene che l’unico calciatore di una certa dimensione internazionale e quindi economica arrivato in estate dall’estero sia stato De Jong, non dice stranamente una bugia perchè nessuno guadagna quanto lui.
Chi gli sta davanti ha beneficiato di un altro clima e di un’altra prospettiva (forse meglio dire illusione) finanziaria.
Solo De Rossi, Cavani e Montolivo hanno strappato di recente un rinnovo a cifre maggiorate, ma solo in una ottica di futura cessione (l’uruguaiano), di parametro zero (l’ex fiorentino) o di evitare potenziali turbolenze della piazza in una fase di rilancio (il romanista).
Tra 12 mesi (o anche 6) questo gruppo di plurimilionari sarà ulteriormente ridimensionato, probabilmente di oltre il 50% in considerazione delle scadenze, dell’età, delle dinamiche di mercato e del rispetto del Fair Play Finanziario che per club in difficoltà come i nostri (e il nostro) ad aumentare le entrate, li costringerà giocoforza ad abbassare le spese.
I nerazzurri orfani della Champions e in fase di rinnovamento (effettuato però con molti trentenni a fine corsa…) rischiano di uscire dal podio delle società dei monte ingaggi dopo oltre un decennio di spese folli e spesso ingiustificate.
Milan e soprattutto la Juventus in prospettiva gli stanno davanti (rispettivamente a 120 e 115 milioni), mentre la Roma ci insidia da vicino (95 contro 100, non potrà più nascondersi) e Lazio e Napoli (66 e 53 rispettivamente) si assestano ad una quota che sarà molto vicina a quelle identificata come obiettivo dal signore dei conti Ghelfi in nome e per conto del presidente.
D’altronde non avendo prospettive nel breve-medio termine di tornare a lottare con le big continentali (in attesa della costruzione del nuovo stadio e di un ingresso più pesante dei soci cinesi), per uno dei primi terzi posti in A “basterà” ,oltre a tanta competenza, un budget attorno ai 70-75 milioni, facilmente raggiungibile grazie alla ridiscussione dei vincoli con alcuni senatori e vecchi campioni, nonchè ad una partenza o ad un prolungamento (le prime indiscrezioni parlano della possibilità di sottoporgli un quadriennale a 3,5-4 più bonus) di Sneijder.
Le risoluzioni con Julio Cesar, Lucio e Forlan, il volo spiccato da Motta e Maicon verso i petrodollari, il ritiro di Cordoba, il salto della quaglia di Muntari e Pazzini sull’altra sponda del Naviglio (controbilanciato dal peso Cassano ma forse solo per 12 mesi)e di Pandev verso Napoli, il fine prestito di Palombo e Zarate, il rinnovo a cifre dimezzate a Samuel, Chivu e Castellazzi, hanno stravolto la classifica dei Paperoni nerazzurri.
Rispetto ai dati della Gazzetta, inserirò per alcuni un range di tolleranza di circa 500mila euro perchè legato a bonus facilmente raggiungibili e di fatto sicuramente nelle buste paga dell’anno.
SNEIJDER (5,5-6 milioni)
MILITO (4,5-5)
CAMBIASSO (4)
CASSANO (3-3,5)
STANKOVIC (3)
ZANETTI (3)
GUARIN (2,2-2,7)
PALACIO (2-2,5)
CHIVU (2-2,5)
SAMUEL (2-2,5)
HANDANOVIC (1,8)
PEREIRA (1,7)
RANOCCHIA (1,7)
SILVESTRE (1,5-2)
GARGANO (1,5)
MUDINGAYI (1,5)
JONATHAN (1,2)
ALVAREZ (1)
NAGATOMO (1-1,5)
MARIGA (0,7)
COUTINHO (0,6)
OBI (0,6)
JUAN JESUS (0,5)
CASTELLAZZI (0,5-1)
BELEC (0,2)
LIVAJA (0,2)
STRAMACCIONI (0,7-0,8 più bonus)
Si scrivono da sole 10 brevi considerazioni su questi numeri:
1- L’Inter oggi ha 1 fuoriclasse, Sneijder, pagato con uno stipendio da big europeo. Come tale deve fare la differenza e trascinare la squadra diventandone il leader, sebbene non ce l’abbia esattamente nelle sue corde. Ma, come ha ricordato in settimana, ha una età in cui finiscono le scemenze e iniziano le responsabilità. All’Inter e in Nazionale.
2- Milito merita ancora quello stipendio garantendo oltre 20 gol a stagione. Tra 12 mesi però i discorsi saranno diversi, se consideriamo le sue primavere. Perso Destro, meglio lavorare fin da subito su un giovane di prospettiva che possa raccoglierne l’eredità, non potendo farlo per ovvie ragioni Palacio.
3- Solo Cassano tra i nuovi arrivi supera la soglia psicologica dei 2,5 milioni netti. E’ il grande acquisto dell’anno, come fu Forlan l’estate scorsa (l’esito sarà sicuramente diverso, fare peggio di Diego è impossibile), il campione sul viale del tramonto all’ultima recita importante. Prenderà più di Pazzini ed ha già 30 anni…Senza i 7,5 milioni di contropartita economica non sarebbe qui.
4- Guarin e Coutinho entro 12 mesi ridiscuteranno gli emolumenti se confermeranno quanto di buono visto finora. Sono tra i pochi della lista ad avere ampie prospettive di crescita, visto che Ranocchia è già vicino ai 2 milioni.
5- Zanetti, Stankovic e soprattutto Cambiasso incassano più di quello che possono ormai garantire sul campo. Se per il capitano in scadenza è certo un eventuale rinnovo a cifre dimezzate e per il serbo c’è una promessa di chiudere con un anno d’anticipo il vincolo se non recupererà l’integrità fisica, per il Cuchu il piano iniziale di spalmare a cifre simili a quelle di Chivu si scontra con l’evidenza di una condizione insufficiente per questi livelli. Una matassa da sciogliere entro la primavera.
6- C’è un contenimento della spesa di 40 milioni, ma c’è un evidente depauperamento tecnico visto che la classe media (da Mudi a Gargano, da Jonathan a Nagatomo, passando forse anche per Silvestre e Palacio)composta da chi non potrà mai essere fuoriclasse guadagna cifre doppie-triple rispetto alle realtà di provincia. Siamo l’Inter ed è un passaggio quasi automatico, ma peserà sul futuro in maniera non indifferente.
7- Handanovic, Pereira e Ranocchia hanno margini di crescita e a prima vista i loro ingaggi potrebbero anche essere sottostimati rispetto al rendimento e all’importanza in questa rosa.
8- Alvarez non può guadagnare il doppio di Coutinho, le posizioni si devono invertire.
9- Tra 12 mesi Chivu sarà nella top 5 ingaggi dell’Inter. Scommettiamo? Se la salute lo assisterà però sarà con tutta evidenza il leader del reparto assieme a Ranocchia.
10- Chiusura per Stramaccioni. Le cifre qui sono discordanti: a me risulta sia attorno ai 0,7 milioni a salire, mentre la Gazzetta lo posiziona già a 1,1 milioni netti(comunque un terzo di Conte ed è corretto visto che è al debutto in A). In relazione al compito che lo attende di lottare per lo scudetto e alle aspettative, con una rosa comunque incompleta e composta ancora da molti a fine corsa, se li merita tutti. Moratti sarebbe felicissimo di sedersi ad un tavolo la prossima estate e adeguarlo alla concorrenza. E lo saremmo anche noi.
SIMONE NICOLETTI
Copio per comodità anche la classifica dei monte ingaggi (al lordo, mentre per i calciatori si scrive sempre il netto) dei club di A della Gazzetta dell’estate scorsa:
1- MILAN (120milioni, – 40 rispetto al 2011-2012)
2- JUVENTUS (115, più 15)
3- INTER (100, meno 45)
4- ROMA (95, più 19,5)
5- LAZIO (66,2, più 16)
6- NAPOLI (53,2, più 11)
7- FIORENTINA (38,8, più 1,8)
8- SAMPDORIA (29,8, serie B)
9- GENOA (28,9, meno 7,1)
10- BOLOGNA (28,4, più 4,7)
11- ATALANTA (23,7, più 1,9)
12- PALERMO (23,4, meno 2,6)
13- TORINO (22, serie B)
14- UDINESE (21,2, meno 0,5)
14- PARMA (21,2, meno 1,8)
16- SIENA (18,9, meno 4,1)
17- CATANIA (18, più 0,6)
18- CAGLIARI (15,9, meno 4,1)
18- CHIEVO (15,9, più 1,7)
20- PESCARA (10,8, serie B)
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















