
Marco Materazzi non è più protagonista sui campi di calcio, ma non è caduto nel dimenticatoio.
Partecipa alla rubrica Offside sul sito internet della Gazzetta dello Sport, frequenta il corso Master a Coverciano per diventare allenatore e ha aperto nei giorni scorsi uno store chiamato Space23 a Milano assieme all’amico Stefano Mancinelli, ex Olimpia.
E soprattutto, sia sui social sia su i media mainstream, non le manda a dire con la consueta schiettezza, anche nei confronti della società per cui a novembre sosteneva di lavorare come dirigente.
A France Football ha invece rilasciato una lunga intervista in cui ha spiegato meglio la situazione,
“Ho un contratto di rappresentanza con l’Inter. Se vogliono sfruttare la mia immagine e il mio lavoro, ne sarei felice. La maglia nerazzurra era la mia seconda pelle ma, effettivamente, oggi non occupo un ruolo ben definito. Sono andato, lo scorso autunno, ad assistere a un match tra le giovanili di Svizzera e Germania, ho stilato un rapporto e vedo tante partite in tv per conto dell’Inter. Non ho un problema col club, ma evidentemente non mi considerano all’altezza per ricoprire un ruolo dirigenziale. Non sono amareggiato comunque. Probabilmente nessuno riuscirà a vincere nella storia del club quello che ho vinto io in 10 anni con l’Inter. Può dirmi che Zanetti ha vinto una Coppa Uefa in più, ma nel frattempo ho vinto un Mondiale con l’Italia e uno con i nerazzurri nel 2010. Questo non è da tutti all’Inter. Nella vita, soprattutto nel calcio, non esiste la riconoscenza, per nessuno. Oggi le società sono delle aziende, non hanno nessun obbligo morale a trovare un posto da dirigente a chi è stato un grande giocatore. Ognuno deve fare il proprio cammino, se si incrociano tanto meglio. Eppure i miei rapporti con Moratti sono eccellenti. Eccellenti. Quando ho saputo, nel 2011, di non rientrare più nei piani tecnici sono andato a parlare con lui e mi ha detto: “Fai quello che vuoi qui”. Ciò la dice lunga sul nostro rapporto. Ma non me la sono sentita di dirgli: “Resto”. Se non rientri tra i piani di un allenatore, Leonardo, non è giusto restare. Per fare cosa? Non ero un ragazzino di 18 anni che non ha peso; ero un giocatore che aveva vinto tutto. Vista la stagione scorsa dell’Inter, penso che sarei potuto ancora servire”.
Leggi l’intervista integrale: Link
Al di là dell’aspetto di ricevere uno stipendio senza avere un ruolo ben definito e ricordando i 2,5 milioni di buonuscita quando risolse il contratto da calciatore ad un anno dalla scadenza, Materazzi non fa il dirigente dell’Inter perchè non c’è feeling, fuducia e uno stile condiviso con i vertici del management, in particolare con il responsabile dell’area tecnica.
Finchè non cambiera questa realtà, Matrix potrà sognare di diventare allenatore e il secondo di Mourinho, ma non all’Inter. La riconoscenza gli viene già manifestata in altri modi.
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.
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