Massimo Moratti si entusiasma sempre più raramente per un calciatore. Soprattutto se costa tanto e guadagna in proporzione.
Ha ormai decisamente sposato una linea di sobrietà e di controllo dei costi che se da un lato è comprensibile in ottica Fair Play Finanziario ma anche per la situazione economica del suo settore lavorativo, dall’altro impedisce ai tifosi di sognare grandi colpi sul mercato e puntare alla competitività europea, faticosamente raggiunta con l’exploit del 2010 e subito abbandonata.
Neppure Balotelli, tanto per capirci, al di là dei fattori ambientali che ne avrebbero comunque impedito il ritorno, con quell’ingaggio da 4,5-5 milioni netti l’anno sarebbe stato compatibile con il nuovo corso.
Discutere ora l’efficacia di questa strategia e delle relative correzioni di rotta (meglio un campione da 5 milioni e due giovani del vivaio da 500mila euro oppure tre ottimi elementi da 2 milioni netti l’uno?)sarebbe inutile perchè senza una base sicura su cui innestare un campione all’anno e senza la partecipazione alla Champions League (ed i relativi introiti) ogni altro ragionamento si perde nei meandri dei discorsi da bar.
Serve quindi crescere in casa o mettere le mani prima degli altri su potenziali fuoriclasse che costino di cartellino una decina di milioni e non pretendano la luna di stipendio.
Mateo Kovacic racchiude ognuna di queste caratteristiche ed è per questo che il presidente, notoriamente amante di chi sa tramutare in realtà con i piedi le idee geniali scolpite nella mente, si è speso in prima persona per portarlo subito a Milano con una trattativa lampo.
Nella prima intervista alla chiusura del mercato invernale lo ha investito ufficialmente del ruolo di suo pupillo per i prossimi mesi e si spera anni. Un messaggio anche al navigante Stramaccioni affinchè lo metta in condizione di esprimersi al meglio (come molti suoi colleghi in passato non fecero con Recoba o per restare ai tempi recenti con Coutinho) e invertire una rotta di mediocrità che porta dritti all’inferno.
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“Abbiamo preso chi pensavamo potesse essere utile al nostro gioco”.
“Credo sia apprezzabile questo Kovacic, io l’ho apprezzato molto perché è un giocatore speciale. Forte, giovane, ha tecnica e fa parte del progetto dell’Inter. Il ragazzo è felicissimo di essere qui, lo ho incontrato, sono contento anche io che sia venuto. Ci siamo detti le solite cose, ma fa piacere avere gli stessi obiettivi. Kovacic è un giocatore completo da tutti i punti di vista, ha anche eleganza ed è interessante vederlo. Un giocatore speciale, avrà qualcosa di nuovo, avrà qualcosa di speciale e il calcio è bello perché vedi qualcosa di diverso”.
“Schelotto rappresenta perfettamente quel che voleva Stramaccioni sulla fascia”.
“Kuzmanovic ha esperienza ma è anche giovane, vi dico che oggi è già piaciuto moltissimo anche in allenamento, ne sono rimasti soddisfatti”.
“Terzo posto più vicino? No, primo…”
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















