Non è post nè tempo di giudicare l’apporto dato da Antonio Cassano alla stagione nerazzurra.
Sono tra quelli che non l’avrebbe preso perchè ero certo che non sarebbe mai finito in panchina e avrebbe causato problemi tattici tarpando le ali a Philippe Coutinho, sono tra quelli che ha sempre pensato che se nel 2013 lui è di gran lunga il migliore in campo e unica fonte di gioco offensivo significa che il contorno non è all’altezza di essere chiamato grande squadra.
Non ho cambiato idea, pur dovendo onestamente ammettere che il suo rendimento è superiore alle aspettative, che senza di lui non saremmo mai arrivati ad un passo dalla Juventus. Pur caracollando sul centro sinistra del campo per buona parte del tempo.
L’intervista rilasciata a SkySport nel momento di maggiore difficoltà, personale (conseguenza dell’infortunio e della fatica per ritrovare la forma), di Stramaccioni e del club, segna un indiscutibile punto a suo favore perchè è l’unico finora ad averci messo la faccia per affrontare (esorcizzare) la paura.
Paura di un fallimento.
Forse toccava ad altri compagni (ma i vecchi leader dello spogliatoio, da Zanetti a Cambiasso, hanno ancora la credibilità per farlo?), sicuramente toccava a qualche dirigente, forse lo ha fatto anche per se stesso (visto che come per altri si dovrà capire il suo futuro e il suo ruolo nel progetto Inter, se ce ne sarà uno), sicuramente sa toccare i tasti giusti dell’interismo mettendo anche nel mirino Galliani ed il brutto del calcio. Con la consueta sincerità, leggerezza, noncuranza e una buona dose di coraggio derivante dall’età e dalla considerazione di non aver più nulla da perdere.
In questi momenti di psicodramma sportivo stare zitti e stare fermi non aiuta anzi peggiora la situzione. Antonio il suo mattoncino alla causa mediatica l’ha portato. Nella desolazione e confusione attuale non è poco.
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“È giusto parlare, ci si deve prendere le responsabilità quando servono. Io parlo poco ma in questo momento qui è giusto parlare. Tutti stanno facendo passare che l’Inter è morta, ma l’Inter è a tre punti dalla Champions League, è ai sedicesimi di Europa League, dobbiamo giocare il ritorno di una semifinale di Coppa Italia con la quale possiamo ancora raggiungere la finale. Gli altri ci hanno raggiunto? Significa che avevano fatto molto male all’inizio, ma questo non passava, mentre passa che l’Inter fa male. Però va bene, io accetto questo, mi piace questa situazione”.
“È un periodo che stiamo giocando poco bene, questa è la realtà dei fatti. Adesso abbiamo inserito due-tre giocatori di grande qualità che ci possono dare una mano, ma ieri abbiamo giocato male, il Siena ha meritato di vincere. È un periodo che stiamo facendo poco bene, dobbiamo venirne a capo con grande personalità e dare qualcosa in più tutti, soprattutto quelli più bravi. La ricetta non la so. È vero che gioco da 15 anni ma la ricetta non ce l’ho. Penso che gente di personalità, in questo momento qui, debba dare quel qualcosa in più e che gli altri debbano andarci dietro. Tutto qua”.
“Io era tre mesi che non facevo gol. Diego si è fatto male. Rodrigo poverino ha giocato da solo tantissime partite perché andando io più dietro lui gioca spesso da solo e si fa sempre in quattro. Però non penso che sia solo un problema dell’attacco oppure quando prendi gol della difesa. È un problema di equilibrio e dobbiamo cercare di venirne a capo trovando le soluzioni. L’allenatore, sono convinto, che lo sappia meglio di noi che soluzioni dobbiamo trovare”.
“Sono tanti anni che gioco e un gruppo migliore di questo non l’ho mai visto. Ragazzi molto umili, campioni, che si mettono a disposizione dei ragazzini. È un qualcosa di straordinario questo gruppo, che mi piace veramente. Prima neanche Milano mi piaceva, invece adesso da quando sono all’Inter mi piace anche Milano: questo per capire quanto si sta bene qui. Però è normale che in questo momento qui bisogna venir fuori soprattutto con i giocatori di grande qualità, con i grandi uomini. E qui ce ne sono tanti”.
“Il mister è una bella persona, una brava persona, un allenatore che ci sa fare molto. Questo è un momento di difficoltà, però penso che l’Inter e gli interisti debbano avere un grande orgoglio: il nostro presidente. Il nostro presidente ci dà una tranquillità enorme, è una persona unica, che nel calcio non c’entra niente con tutti questi falsi e fasulli che ci sono, di piccole e grandi squadre”.
“Kovacic? Ho visto già al primo allenamento che ha grandissima qualità, grandissima personalità. L’Inter ha fatto un investimento molto importante e giusto per i prossimi dieci anni. Sarà un grandissimo giocatore, ne sono convinto al cento per cento”.
Intervista completa Inter.it: link
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















