Del secondo tempo di domenica in inferiorità numerica senza speranza di ribaltare il risultato tanto si è detto.
Poco in proporzione di quanto successo a pochi minuti dalla fine quando un nervosissimo Guarin ha prima cercato e poi ottenuto un cartellino giallo per un fallaccio su Rubin.
Stramaccioni l’ha sostituito con Gargano subito dopo, forse capendo che avrebbe rischiato in quelle condizioni psicologiche anche il rosso diretto. O forse perchè, essendo in diffida, era ormai scattata la squalifica contro il Chievo ma salva-Fiorentina e soprattutto salva-Milan.
Non ho gli elementi per giudicare se quella del colombiano sia stata una scelta voluta e/o concordata di sacrificare il prossimo match casalingo nella settimana del volo transoceanico per disputare una amichevole con la sua Nazionale. Scelta eventualmente logica in senso assoluto, ma non in un momento di estrema difficoltà come questo dove necessariamente si deve guardare ad un match dopo l’altro.
Guarin contro i veronesi serviva. Eccome. Anche per testare eventualmente novità tattiche.
La posizione di Fredy è infatti sotto osservazione, non solo dei critici. L’avanzamento sulla trequarti lascia perplessi quanto l’arretramento davanti alla difesa (anzi di più) perchè ne sottolinea i limiti nell’assist e nel passaggio, specialmente nelle partite in cui gli avversari si chiudono in difesa e non c’è un centravanti come Milito che sa giocare di sponda e aprire varchi con i suoi movimenti. Da qui i tiracci dalla trequarti e i mormorii dei compagni che vorrebbero non cercasse sempre o quasi l’iniziativa personale (Cassano fa sempre giocate funzionali alla squadra).
La soluzione è una sola, caro Strama: riportarlo nel ruolo che più conosce, quello di interno destro in un centrocampo a 3 o a 5, e costruirgli la squadra intorno. Ora non puoi opporre come ostativa la mancanza di alternative in rosa e neppure appellarti allo scarso tatticismo del colombiano: al Porto, sia lui che Pereira, in un contesto organizzato non erano per nulla anarchici.
Cambia, puoi.
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Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















