“Non sono uno che si autocandida, non amo chi trancia giudizi dall’esterno e detesto chi sta appollaiato a gufare. Ma non ho mai tradito un sogno e non sono un ipocrita. Per cui se mi chiede se spero un giorno di allenare l’Inter le dico sì. E lo ripeto mille volte.Mi fa piacere se il mio nome viene accostato alla panchina nerazzurra, ma voglio troppo bene all’Inter per augurarmi che vada male per poter finire tra i “candidati”: per cui, da tifoso e da ex, spero che Stramaccioni e la squadra possano centrare un posto in Champions e magari trovare una incredibile rimonta col Tottenham. Io una panchina già ce l’ho, sono orgoglioso di essere c.t. della Serbia”.
Ci sono solo due allenatori che ammettono, senza paura di bruciarsi altre chances, di sognare di sedersi sulla panchina nerazzurra. E poco importa che, pure fossero dei nuovi Mourinho, possa dipendere anche dal fatto che Juventus e Milan non li chiamerebbero comunque.
Uno è Walter Zenga, milanese purosangue, ragazzo cresciuto in curva e nel vivaio, una vita da Uomo Ragno tra i nostri pali, il simbolo di almeno due-tre generazioni di tifosi nerazzurri.
L’altro è un serbo schietto, fumantino e orgoglioso, che ha vestito la nostra maglia alla fine della sua carriera da calciatore ed è poi finito direttamente a fare il vice dell’amico Roberto Mancini nell’Inter dei 3 scudetti consecutivi. Sinisa Mihajlovic è uomo senza mezze misure, o stai con lui o contro, perchè con chi ti dice le cose in faccia e si scontra duramente, anche fisicamente, non c’è altro rapporto possibile.
E’ stato la voce del Mancio, poco comunicativo per indole nei rapporti interpersonali, verso quei giocatori difficili, sofferenti alle regole, poco disponibili ad accettare serenamente le decisioni del mister. Narra la leggenda che con lui Balotelli non si permettesse molto di scherzare, ascoltasse i consigli e rispettasse gli ordini tattici, tanto che di quel Mario impiegato da esterno offensivo, ruolo abbandonato troppo in fretta perchè necessita disciplina e concentrazione, si sono perse le tracce.
Chi faceva parte di quel gruppo vincente (fu indispensabile la mediazione di Oriali) si è scontrato spesso con chi lavorava alla Pinetina o operava in società. Branca, Combi e non solo si sono opposti due anni fa al suo ritorno sulla nostra panchina al posto di Leonardo, preferendo il ben più malleabile Gasperini. A Sinisa non è bastata la stima di Moratti e con ogni probabilità non gli basterà neppure nel prossimo futuro.
Oltre ad un contratto con la Federazione Serba per ricostruire sui giovani la Nazionale (progetto ancora lontano dal dare esiti positivi), ci sono ancora nello spogliatoio calciatori e non che non vedrebbero di buon occhio essere allenati o subire regole e scelte da un ex ingombrante compagno.
A Firenze poi , dopo il bel campionato a Catania, non riuscì a gestire la transizione del post Prandelli, scontrandosi con i leader superstiti poco motivati e ribelli fino a esserne travolto quando la squadra palesemente gli remava contro. Difficile quindi che possa essere l’uomo giusto.
PERCHE’ SI’
- Stimato da Moratti.
- Conosce l’ambiente e la serie A.
- Ingaggio contenuto.
- Disponibilità ad accettare un mercato al risparmio.
- E’ un sergente di ferro.
PERCHE’ NO
- Osteggiato da una parte consistente di chi lavora alla Pinetina e in società.
- Ha già fallito in una squadra in transizione.
- E’ sotto contratto con una Federazione Nazionale.
- Non dà garanzie ad alto livello, non ha mai lottato un club che lotta per il vertice.
PREVISIONE
Per far tornare lui ed il suo gruppo, dovrebbero cambiare troppe cose, dovrebbero cadere troppe teste. E noi tradizionalmente non amiamo le rivoluzioni.
Non garantisce un sicuro surplus rispetto a Stramaccioni, non ha l’esperienza neppure di un Lucescu.
Il sogno di allenare l’Inter per ora resterà tale.
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















