Il nome di Alexis Sanchez non è nuovo in casa Inter.
Ne abbiamo discusso e scritto per mesi da gennaio a giugno 2011 quando Branca, ottenuto l’accordo sulla parola con il cileno, tentò in ogni modo di anticipare la concorrenza e portarlo a Milano nella sessione invernale o bloccarlo per quella estiva.
Pozzo voleva circa 25 milioni subito, cifra minima che pensava di incassare dalla sua cessione, cifra che poi lievitò fino a quasi 40 milioni dopo un girone di ritorno fantastico in cui l’attaccante fu il trascinatore dei friulani fino alla zona Champions.
Il Barcellona, alla disperata ricerca di un attaccante bravo nei tagli dall’esterno, veloce, tecnico e goleador, se lo aggiudica su indicazione di Guardiola a luglio, facendogli firmare un contratto quinquennale da circa 3,7-4 milioni netti. La formula di pagamento all’Udinese è alquanto complessa, cela una scommessa tra i due club: 26 milioni di euro pagabili in 4-5 tranches più 11,5 milioni di euro legati a bonus di squadra e personali. Non tutti sono stati raggiunti, non tutto è stato pagato.
La sua storia blaugrana, iniziata con un gol al debutto in Liga, passa da un infortunio che gli fa perdere alcuni mesi e che spinge lo staff medico ed atletico a studiare un programma specifico per rinforzarne la muscolatura, superiore e inferiore. Il cileno acquista in forza e progressione, perde in esplosività e rapidità.
Tra un gol più o meno importante e tante panchine, diventa via via palese la sua incapacità, dettata da una intelligenza tattica ed una partecipazione al gioco a uno-due tocchi modesti, ad entrare nei meccanismi di gioco del Barca, sempre più Messi centrico.
Vince Mondiale per club, Supercoppa europea, Coppa e Supercoppa di Spagna, ora la Liga e forse la Champions, ma non è mai protagonista assoluto. In estate con ogni probabilità il suo destino sarà altrove, con i blaugrana pronti a fare follie per un grande attaccante europeo più adatto a giocare di sponda con l’argentino.
L’agente Felicevich ha quindi più che mai necessità di tenere il nome del suo assistito al centro dell’interesse mediatico e naturalmente è in Italia il Paese dove ha lasciato i ricordi migliori e ha più estimatori. Prima viene avvicinato alla Juve, poi a Napoli e Roma, ora all’Inter, facendo circolare la voce della disponibilità del ragazzo a decurtarsi l’ingaggio prima del viaggio nel Bel Paese previsto nelle prossime settimane.
Il fatto che tutti i quotidiani sportivi oggi riportino l’indiscrezione è sintomatico che ci sia un unico gallo ad aver cantato. E di certo non è Branca, le cui trattative avvengono sempre lontano dai riflettori. Anche perchè i nerazzurri oggi, a meno di un sacrificio importante, non potrebbero di certo pagare il cartellino neppure una ventina di milioni di euro (nell’articolo sulla Gazzetta non a caso si parla di un improbabile prestito con diritto di riscatto), dato per scontata una diminuzione di valore che se entrassero in gioco Psg o club dell’Est Europa non sarebbe così immediata.
Il cileno non è un esterno da 4231, bensì una punta centrale che ama partire da una posizione più decentrata per far valere la sua abilità nei tagli. Sarebbe un acquisto top, non so quanto compatibile con la conferma di Milito in rosa, specialmente con quell’ingaggio da fuoriclasse. Se il Principe dovesse allungare la sua convalescenza e al contempo accettare una drastica riduzione, potrebbero esserci le condizioni sportive ed economiche per sperare in un arrivo di primo piano. Diversamente ci si dovrà “accontentare” di Icardi e di un giovane esterno offensivo, oltre ad un vice Cassano-Alvarez, oggi per motivi diversi decisamente in bilico.
Se aggiungiamo che stiamo cercando anche un terzino destro ed un centrocampista centrale per il futuro, potete ben capire che forse il vero anno zero sarà il prossimo. Con o probabilmente senza Stramaccioni. E per lui sarebbe una duplice beffa: quel mercato che sperava fosse fatto nell’estate del 2012, avverrà nel 2013.
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















