I giornalisti di Rcs e Corriere della Sera stanno combattendo una lunga battaglia per difendere i drastici tagli del personale (nonchè per impedire la cessione di una decina di periodici e per la vendita della storica sede di viale Solferino) approntati dal nuovo management per ristrutturare il debito come chiedono le banche creditrici, nonchè per alleggerire l’aumento di capitale a cui saranno costretti i soci.
Per farlo hanno indetto due giorni di sciopero in settimana, dopo aver pubblicato nei scorsi giorni alcune inchieste sugli errori e su operazioni ben poco trasparenti che hanno commesso i vertici, creando un rosso da oltre 875milioni di euro di indebitamento netto. Hanno la mia solidarietà, anche se sono sicuro che, se non avessero messo in dubbio sicuri posti di lavoro, non avrebbero mai pubblicato e fatto conoscere la verità ai lettori.
Mi chiedo però se una buona parte della crisi del settore non dipenda anche da articoli come questo del loro milanologo di punta Alberto Costa che con il giornalismo non ha nulla a che fare. Nel giorno della festa dei papà, l’articolista non aveva alcuna storia migliore da raccontare di quella di Adriano Galliani secondo papà (come fa il primo dovremmo chiederlo al figlio o alle ex mogli/compagne…) del negretto ribelle Balotelli, finalmente disciplinato dalla grande famiglia Milan. A differenza dell’irrecuperabile Cassano.
Un panegirico atteso da un giorno all’altro da un Pellegatti, un Ruiu, un Serafini, un Ordine, ossia da rossoneri in servizio permanente per interesse e tifo. Meno da chi scrive nel primo quotidiano italiano.
Mario è sempre uguale, non è mai arrivato in ritardo ad un allenamento neppure all’Inter, non si è mai sbronzato o drogato e frequenta sempre discoteche e locali pubblici fino a tarda ora. La differenza sta tutta nell’esultanza ai gol, non nell’impatto in una serie A molto più mediocre di quella che lasciò nel 2010.
Vi pubblico uno stralcio dell’articolo, senza dimenticare di ricordarvi che nella stessa pagina sono ospitate le scuse di El Shaarawy per l’arrabbiatura della sostituzione e la tolleranza zero dell’Uefa contro l’Inter per i cori razzisti. Noi però non siamo mediatici…
“Il Balotelli nuovo, quello nella sua versione rossonera, è un giovanotto inappuntabile, l’andatura è sempre ciondolante ma non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia e qui Supermario, almeno a dar retta ai suoi primi passi da milanista, è partito con il piede giusto. Se n’è accorto anche Cesare Prandelli che ieri, officiando la conferenza stampa urbi et orbi di ogni raduno, ha sottolineato come ora il ragazzone che a Manchester aveva fatto ammattire Roberto Mancini abbia «una grande motivazione» e che stia cercando di «sfruttare l’occasione». «Mario— ha chiosato il c.t. — ha bisogno di giocare con continuità ed evidentemente al Milan si allena meglio». Del resto sentirsi per la prima volta titolare inamovibile, lui che all’Inter e al City era tappezzeria, gli ha aperto un mondo nuovo. Per averlo, Adriano Galliani si è sbilanciato in maniera evidente, ha forzato anche l’indecisionismo di Silvio Berlusconi e questo Mario l’ha compreso al volo. Di fatto il vicepresidente vicario è il garante dei comportamenti del ragazzo. Il quale vive questa situazione inedita in maniera molto naif: per lui Adriano Galliani è diventato infatti un secondo padre. «Lo sento praticamente tutti i giorni—conferma il plenipotenziario rossonero —. Ci confrontiamo, io gli scrivo anche delle lettere, mi sto molto dedicando a lui. Se si comporta da atleta non ce n’è per nessuno, è un talento enorme». Il rapporto è cresciuto a tal punto che Mario chiama Galliani per qualsiasi piccolo-grande problema, anche solo per farsi consigliare. E, come un figlio fa con un padre, gli si rivolge dandogli del tu. «È vero — sorride l’a.d. milanista—. Mi chiama in continuazione, mi dà del tu. Tra di noi c’è un rapporto costante». C’era da sospettarlo che tra i segreti della trasformazione di Supermario figurasse l’atteggiamento protettivo del Milan. Quella rossonera è una società in grado di sterilizzare gli eccessi e di favorire la normalizzazione dei comportamenti. Soltanto con Cassano in tanti hanno dovuto alzare bandiera bianca. Fantantonio è arrivato a Milanello che era sopra le righe e sopra le righe è rimasto”.
Chi è Simone Nicoletti
Interista dalla nascita per destino e discendenza. Sognavo di fare il giornalista sportivo o il procuratore sportivo,ho trovato nel web il mio habitat naturale. Nel 2006 ho aperto il blog Iostoconmancini, FabbricaInter nel 2011 assieme ad amici blogger e giornalisti.















