Lo chiamavano Trinità: plumbea mediocritas – Inter-Catania 0-0

Posted 26/01/2014 18:32 by with 22684 comments

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Lambendo il gorgo oscuro della nostra stessa storia continuiamo a inanellare prestazioni imbarazzanti seguite di solito da dichiarazioni e scuse patetiche: a questo giro è il turno del “non-avevo-giocatori-con-esperienza-per-reggere-pressioni” dopo aver visto in campo Palacio, Milito, Cambiasso, Handanovic, Campagnaro, Rolando, Kuzmanovic; a cui il nostro prode buttero travestito da condottiero fa seguire un classico “sembrava-di-stare-a-porte-chiuse”. Caro Mr 7-mln-lordi-l’anno, ti assicuro che è stato meglio per te così, perché se chiedi a un tifoso dell’Inter quale fosse l’intenzione prevalente nel suo cuore avresti avuto un’equa distribuzione tra depressi e serial killer.

La verità è che siamo prevedibili come la forza di gravità: ogni squadra sa che bloccando e raddoppiando i nostri terzini faremo girare a vuoto la palla da un lato all’altro del campo nella speranza di imbroccare un cross; se i centrali avversari non cappellano non la buttiamo dentro manco senza il portiere, e se invece cappellano i nostri centrali (di medio campo o di retro campo) si apre la prateria per il contropiede che può chiudere la partita. Siamo riusciti nell’impresa di far fare al Catania il primo punto in trasferta dopo 20 giornate e di segnare due gol negli ultimi due mesi o quasi: la verità è che facciamo pietà, che il gioco proposto fa pietà, che i giocatori scelti per interpretarlo fanno pietà e che la situazione fa pietà.

Oggi nel dettaglio: Handanovic non ha un cazzo da fare, ma ritardando insensatamente un’uscita rischia di fare una frittata; il Gabbiano e Mototopo oltre a non saper difendere come al solito non sono stati in grado di fare nulla in avanti (almeno il Gabbiano ci ha provato, il giapponese dovrebbe restare nudo in sala mensa per qualche giorno); in mezzo Cambiasso è stato più immobile di una pietra di Stonehenge e Kuz più lento di un gasteropode, salvo nell’occasione in cui si è fatto ammonire; d’altronde Kovacic è entrato più molle di un caco maturo e Taider più sconclusionato di un misto tra Sid dell’Era Glaciale e Dori di Nemo; davanti Milito ha la reattività che ho io quando devo mangiare i cavolfiori bolliti e Palacio è spremuto più di un arancia in un bar la mattina, mentre il solo Alvare – con tutti i suoi limiti – ci ha garantito qualche azione offensiva e un equivalente numero di pericolosissime palle perse, insieme a Botta che ha toccato tre palle guadagnandosi due falli e un tiro in porta (seppur sbilenco, ma non meno degli altri).

Non ricordo una compagine così mediocre neanche ai tempi di Tardelli o di Orrico, e ormai guardo solo alla possibilità che qualche società compiacente ci permetta di fare i 6 punti che ci mancano per stare grossomodo tranquilli. L’orrore mi si spalanca di fronte invece se penso che entriamo in pieno Branca time, la fase del mercato in cui abbiamo combinato le peggio minchiate: tremo al pensiero di quello che possono combinare giocatori demotivati e dirigenti dimissionari (o in procinto di essere dimissionati, si spera). Spero che il lato più animalesco del nostro tifo presidi la sede giorno e notte per terrorizzare i malfattori che si annidano ormai da anni nella nostra società. Basta.

_NERO